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Il turismo nel Perginese

passa dai Bed & Breakfast

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Di una città di Pergine vocata sempre più al turismo, che punti a convivere e sfruttare il lago e che, soprattutto, sappia attrarre turisti, se ne parla da decenni. Ogni amministrazione comunale, negli anni, ha cercato di dare la sua impronta a quest’aspetto: puntando a riqualificare o rilanciare San Cristoforo, sulle spiagge, sui percorsi che costeggiano lo specchio d’acqua.
Il periodo estivo, anche e soprattutto negli ultimi anni, ha visto il lago registrare il tutto esaurito anche sul versante perginese: i campeggi da luglio e fino a Ferragosto sono stati presi d’assalto dal turismo straniero (tedeschi e olandesi su tutti) che hanno occupato le quasi 300 piazzole a disposizione, complice anche il tempo quasi sempre sereno e caldo.
 
La «vox populi» della città ha sempre sostenuto che l’offerta di posti letto fosse troppo esigua per poter sostenere una vocazione turistica: è vero che gli alberghi si contano su una mano, e soprattutto che finora non è mai sorta una vera necessità di aumentare questo fabbisogno. Ma è anche vero, ora, che ad avere un nuovo ruolo per il turismo, che sempre più sta attirando flussi di persone nella zona del perginese, sono i bed&breakfast. Se ne contano ben 13 sul territorio del Comune di Pergine, con un potenziale di 64 posti letto totali (le strutture aumentano a 15 se si contano anche le due che si trovano nel Comune di Vignola Falesina ma poco sopra la località Assizzi, più vicine a Pergine che a Vignola).
Strutture per la maggior parte nuove, o che sorgono in locali ristrutturati in angoli davvero piacevoli della zona, tutte dai nomi molto fiabeschi ed invitanti, come «Alba sul lago», «La finestra sul castello», «Pane e riposo», solo per citarnalcuni, gestite principalmente da famiglie.
 
Geograficamente parlando, non c’è una disposizione precisa che prediliga una zona rispetto ad un’altra: di 13 strutture però, solo una sorge in città, in via Pontara («Al Castel Charme»); tutti gli altri bed&breakfast sono situati nelle frazioni (3 ai masi di Castagnè, 2 a Susà, 2 a Zivignago, 2 a Costasavina, 1 a Canale, Valcanover e Valar).
Si va da 1 a 3 stanze massimo, con disponibilità di posti letto da un minimo di 2 ad un massimo di 10: non è quindi la quantità che viene ricercata, ma la qualità.
Stando ai regolamenti, si considera bed&breakfast il «servizio di alloggio e di prima colazione offerto saltuariamente dalle famiglie residenti presso la propria abitazione utilizzando fino ad un massimo di tre camere»; ovviamente per ottenere l’autorizzazione all’avvio dell’attività è necessaria tutta una serie di requisiti e certificazioni, ma una volta presentata tutta la documentazione al Comune, in brevissimo tempo la struttura può iniziare ad ospitare i primi visitatori.
 
La promozione turistica non avviene, per così dire, secondo i canali normali: difficilmente si troverà la pubblicità di qualche struttura su giornali, riviste o in giro per la città. Il tutto avviene grazie al web: alcune strutture hanno un proprio sito internet, altre si appoggiano a piattaforme mondiali come «Airbnb» o «Booking» per le prenotazioni. I prezzi variano da 30 a 70 euro a notte.
E il recente ponte dell’Immacolata, oltre ai mercatini che spopolano dalla Valsugana fino a Trento, stanno facendo lavorare bene i bed&breakfast della zona. Infatti, soprattutto per le persone che arrivano da fuori regione, la vacanza o il fine settimana ideale si compie trovando un luogo tranquillo, familiare e immerso nel verde.

B&B LA BOTTEGA A CANALE
 
Il bed&breakfast «La bottega» di Canale è il più grande in quanto a capienza di tutto il perginese, con i suoi 10 posti letto e 3 stanze. Si chiama così perché ogni camera è dedicata e di conseguenza arredata per un particolare mestiere di bottega appunto (falegname, fabbro, sarto).
Proprietaria è la famiglia Ognibeni (Martina e Stefano con i figli piccoli Mattia, Alessia ed Elisa), che lo gestisce da agosto 2017.
Come è nata l'idea di aprire un bed&breakfast? Quasi per caso, perché la struttura del b&b è adiacente a quella di casa nostra. Io come formazione e lavoro provengo dal turismo e quindi ci siamo lanciati in quest'avventura che ci sta regalando grandi soddisfazioni.
Qual è la clientela tipo e cosa cerca?
Noi offriamo un ambiente molto familiare, tanto che anche i nostri bimbi piccoli partecipano alla vita della struttura e fanno amicizia con gli ospiti. Per la maggior parte la clientela è turistica, famiglie che desiderano vivere i nostri luoghi, ma non manca chi giunge qui per lavoro.
Come sono le prenotazioni?
Essendo liberi di gestire le prenotazioni e quindi il lavoro, quest'ultima varia in base a quanto uno desidera mettersi in gioco. Si lavora sempre bene però, ora soprattutto grazie ai mercatini, ma anche in estate o in occasione di qualche evento sportivo. Ci sono tanti tedeschi oltre agli italiani, abbiamo avuto ospite anche un signore del Colorado, dagli Stati Uniti, giunto qui con la sua rombante moto. Lop.

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