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Il Castello di Pergine da ieri

è tornato patrimonio di tutti

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Alla Fondazione sono serviti 586 giorni, ai perginesi e ai trentini ben 62 anni. Ma da ieri il castello di Pergine è tornato patrimonio di una intera comunità. È stato finalmente sottoscritto il rogito di vendita, e la Fondazione Castel Pergine ora è a tutti gli effetti proprietaria del castello.
Ieri le porte del maniero si sono di nuovo, eccezionalmente, aperte per accogliere la nuova proprietà che ha simbolicamente ricevuto le chiavi del portone di accesso del castello. Una cerimonia molto semplice e senza tanti formalismi: la consegna delle chiavi è infatti avvenuta alla presenza del vicepresidente della Fondazione, Massimo Oss , dei membri del consiglio di amministrazione Manuela Dalmeri e Silvio Casagrande , di alcuni sostenitori e del presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana, Franco Senesi . Per impegni istituzionali erano assenti il sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer , e l'assessore provinciale al turismo Roberto Failoni , mentre il presidente della Fondazione, Carmelo Anderle , è rimasto seduto al tavolo notarile per sbrigare le molte faccende burocratiche legate all'atto di vendita.
Si apre quindi un nuovo capitolo nella storia del castello che non ha eguali in Italia: una Fondazione, forte di 800 sottoscrittori che hanno versato 600.000 euro, è riuscita nell'impresa - non immune a ostacoli - di acquisire un bene architettonico di grande valore sotto tutti i punti di vista.
Formalmente, per poter brindare alla definitiva acquisizione, si dovranno aspettare i 60 giorni a norma di legge prima che il passaggio di proprietà venga intavolato a nome della Fondazione: in questo lasso di tempo, la Fondazione dovrà chiedere la liquidazione del contributo di 1,8 milioni di euro alla Provincia e al tempo stesso acquisire anche le quote societarie della Castel Pergine srl (che ammontano a 100.000 euro). La società, che gestisce ristorante e albergo, è forte di un bilancio largamente in positivo: i ricavi, a fine 2017, superavano 1 milione di euro.
«La Provincia ci ha concesso - ha spiegato il vicepresidente Massimo Oss - di poter acquisire la proprietà e la società in due distinti momenti. Questo anche per poter consentire, contabilmente parlando, agli attuali proprietari di chiudere l'anno senza passaggi di consegne e dare modo alla Fondazione di iniziare nel 2019 come fosse una data zero».
Rammarico invece per la decisione di Elisa Bertoldi e Daniele Tomasi di non proseguire l'attività a castello: «Fra i vincoli posti dalla Provincia - spiega Carmelo Anderle raggiunto al telefono - c'era quello di una gestione non data a terzi. Noi avevamo comunque proposto a Elisa e Daniele di proseguire il lavoro con noi come dipendenti, ma non hanno accolto la proposta».
«Ci ha fatto molto piacere - dicono Elisa e Daniele - che la Fondazione ci abbia proposto di proseguire l'esperienza al castello, ma dopo aver valutato attentamente questa possibilità abbiamo deciso di non accettare l'offerta. È giusto che i nuovi proprietari scelgano che indirizzo dare alla loro attività. Spiace rinunciare a quanto costruito in questi mesi, e auguriamo al castello un brillante futuro».
Ora inizia il lavoro di impostazione della prossima stagione: già individuato il periodo di apertura (12 aprile - 3 novembre), continuerà la raccolta di sottoscrizioni in attesa dell'assemblea pubblica del 19 dicembre prossimo nella quale si getterà luce sui progetti per l'anno prossimo, gestori del ristorante e albergo compresi. Una novità anticipata ieri riguarda proprio il ristorante: le due sale diventeranno «Sala Senesi» e «Sala Fanton» in onore dei due artisti perginesi le cui opere abbelliranno questi spazi.

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