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La Daldoss perde la sua guida

Addio al «patron» Carlo

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Il mondo dell’industria trentina perde uno dei suoi «capitani»: Carlo Daldoss, 71 anni compiuti il 26 aprile scorso, è scomparso infatti l’altra notte a Udine, città vicino alla quale viveva da qualche tempo e nel cui ospedale era stato ricoverato un paio di settimane fa, in seguito a un’emorragia cerebrale.

Era il presidente della Daldoss Elevetronic spa, di cui aveva rilevato la guida dopo la morte del padre Corrado, fondatore dell’impresa tra i leader mondiali nella produzione di ascensori e sistemi elevatori. In azienda Carlo aveva passato la sua vita, iniziando - col diploma di geometra in tasca - come operaio per salire poi al vertice affiancando il capostipite, rimasto fino alla fine presidente onorario della società.
«Il nonno gli aveva fatto fare tutta la gavetta - ricorda Carlotta Daldoss, primogenita di Carlo -, senza risparmiargli nulla. La caratteristica di papà è che aveva di continuo idee nuove e una passione instancabile: era sempre in azienda, rompeva le scatole a tutti, ma si faceva volere un gran bene... La scorsa settimana, dopo aver saputo cosa era successo, piangevano tutti. D’altra parte, l’azienda era una famiglia, insieme ai dipendenti passava cinque giorni la settimana e anche adesso, che formalmente era in pensione e si era trasferito vicino a Udine, iniziando una nuova avventura nel campo dell’agricoltura, si faceva sempre vedere».

A sette anni dall’addio al fondatore, l’azienda meccanica perginese è dunque di nuovo in lutto: un dolore che investe i 67 dipendenti e la famiglia Daldoss, che tiene però saldamente tra le mani le redini della società, fondata come Officine Meccaniche Daldoss nel lontano 1945 e che, pur a fronte del crollo del mercato immobiliare, in Italia ha conservato prestigio ed è cresciuta all’estero, mercato che rappresenta oggi il 64% dei suoi ricavi. Daldoss Elevetronic, che ha compiuto quest’anno 73 anni e ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 8,4 milioni, è presente oggi in 50 paesi, dove ha montato 150mila impianti e 100mila Microlift.

Ma, fuori dall’azienda, Carlo Daldoss mancherà, e molto, innanzi tutto ai quattro figli avuti dal matrimonio con la professoressa Paola Zampiero: oltre ad Andrea e Carlo Alberto, 39 e 34 anni, che hanno deciso di seguire le orme del nonno e del padre portando avanti l’impresa, a piangerlo sono Carlotta (42 anni), consulente e imprenditrice in Spagna, e l’ultima nata Camilla (29 anni), fotografa, cineasta e documentarista.

Mancherà l’imprenditore, mancherà il padre e mancherà anche il nonno, ai tre nipotini Zoe, Tommaso e Mattia.
Ma Daldoss, amante della vela e del golf (un’altra passione familiare condivisa col padre Corrado e il fratello Luca), lascia nel dolore anche tantissimi amici che con lui hanno condiviso le ore di pausa dal lavoro a poche decine di metri dalla sede della Elevetronic, sui «green» del «Break point», il Golf club di Pergine.

Tutti potranno dirgli addio venerdì alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Pergine.

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