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A Bedollo la "reginetta" d'autunno

è stata la capra pezzata mochena

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La dodicesima edizione della mostra provinciale dedicata alla capra pezzata mochena ha richiamato un grande pubblico sia di valligiani sia di trentini e turisti. Ma soprattutto si è capito che il futuro della  capra pezzata mochena è garantito poiché gli allevatori hanno fatto passi da giganti sia in termini quantitivi (la razza si stava estinguendo) sia in termini qualitativi anche se si può migliorare ulteriormente. Alla mostra si sono presentate le migliori «principesse» accuratamente selezionate: capre di una trentina di allevatori che prediligono questa razza, soprattutto di Bedollo e Baselga di Pinè ma provenienti anche da  Molina di Fiemme, Bassa Valsugana e San Lorenzo in Banale. I 17 allevatori di Pinè oggi sono una realtà importante poiché possono contare su oltre 220 capi, tanto che hanno costituito l’Associazione capra pezzata mochena guidata da Ezio Quaresima. La mostra è stata anche un’occasione ghiotta per ricordare i 170 quintali di latte trasformato in formaggio e in ricotta di capra da «Le Mandre» di Moreno Casagranda e le 450 visite da parte degli alunni che hanno partecipato al progetto didattico «Una capra per amica». Non si è certo mancato di evidenziare i 6 ettari di terreno che sono stati bonificati a Brusago, Bedollo e Regnana, in parte ripulito ad opera delle capre che arrivano anche dove i mezzi e l’uomo non arriva. Di recente l’associazione ha acquistato un nuovo carro itinerante per mungere le capre anche all’aperto.
I numerosi visitatori hanno potuto gustare diversi piatti di  prodotti tipici locali ma indubbiamente si è distinta la ghiotta novità del «canederlotto con il casat de caora de Bedol ». Un battesimo certamente  apprezzato dai palati. Da oggi i canederlotti, preparati da Elia della casa della pasta di Baselga di Pinè , potranno essere gustati anche nei ristoranti dell’altopiano di Pinè. Molto qualificata la giuria composta da Giorgio Zanatta (esperto nazionale delle razze autoctone caprine), Bruno Grisenti  (esperto provinciale che ha studiato questa razza con una tesi di laurea) , Damiano Zini ( Federazione provinciale )  e il veterinario Giovanni Monsorno. Il lavoro della giuria è stato comunque lungo e articolato poiché la qualità è migliorata. Tanto che l’esperto nazionale Zanatta di Varese si è complimentato per i caratteri «morfologici» della razza. «Colpisce - ha detto - il miglioramento costante e in progressione soprattutto per la qualità delle categorie da latte in cui il livello delle mammelle si avvicina alle razze più selezionate» cosmopolite «come la capra camosciata delle Alpi. Va detto che senz’altro, fra le razze autoctone dell’arco alpino , la capra pezzata mochena spicca per i caratteri lattiferi. L’unico rischio , vista che ancora la popolazione è limitata, potrebbe essere la gestione della consanguinità ma l’auspicio è che si possa intervenire in tal senso con progetti specifici per una variabilità genetica». Grande soddisfazione è stata espressa dalle autorità provinciali intervenute e anche dal presidente dell’Associazione allevatori Capra Pezzata Mochena Ezio Quaresima che ha evidenziato i progressi sia di qualità che di quantità della razza e il casat de caora de Bedol che oggi può contare su un marchio specifico. Quindi la premiazione degli allevatori delle più belle capre. 
La capra regina del 2018 è quella di Anna Pecoraro mentre il re è quella di Alessandro Marchi.
Oltre ai premi assegnati agli allevatori delle cinque categorie  in gara sono stati attribuiti tre speciali premi alla memoria di tre persone scomparse: Massimo Pirola (funzionario della provincia al servizio agricoltura che ha dato l’avvio alla ricerca sulla razza della capra pezzata mochena), Diego Moltrer (già presidente del Consiglio regionale che ha sostenuto l’attività dell’associazione)  e Caterina Quaresima (scomparsa prematuramente e sempre presente a questa manifestazione). Sono stati premiati rispettivamente l’assessore provinciale all’agricoltura Michele Dallapiccola, Laura Conca di Brusago e Lucia Quaresima di Bedollo.
La musica, i mercatini dei prodotti di capra, di opere  artigianali e i giochi per i bambini hanno vivacizzato ulteriormente la festa.

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