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Professori querelati,

stop ai viaggi studio

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Il corso di avviamento all’hockey su ghiaccio potrebbe essere il simbolo di un caso molto delicato che travalica i confini della Scuola Ciro Andreatta per diventare un monito per insegnanti e famiglie.


I genitori di un ragazzo hanno infatti querelato due insegnanti di educazione fisica perché durante la lezione lo studente è caduto sbattendo sul ghiaccio. Una caduta che ha provocato dei danni tutto sommato limitati con una prognosi di pochi giorni, tanto è vero che il ragazzo, come affermato dalla dirigente scolastica, aveva tranquillamente concluso il corso. 

Una condizione che evidentemente non ha convinto i genitori del ragazzo che hanno quindi incaricato un legale di querelare i due insegnanti di educazione fisica presenti al palaghiaccio di Costa di Vigalzano: Francesco Ficara e Lorenzo Garniga, che per i genitori, sarebbero colpevoli di non aver controllato a sufficienza i ragazzi.


La querela ha scatenato la reazione dei professori della scuola e il collegio docenti, nel corso dell’ultima riunione, ha deciso di sospendere la partecipazione alle uscite, ai viaggi studio e a tutte le attività previste fuori dall’istituto.


«Le uscite, le visite, le attività sportive fuori dalla scuola, i viaggi di istruzione di uno o più giorni sono esperienze didattiche ed educative di grande valore - dice il professor Ficara con una punta di tristezza - ma trovarsi in mezzo a questa situazione ci costringe a dire stop a queste attività. Mi dispiace moltissimo, così come a tutti i miei colleghi, ma ci sono dei limiti che non si possono superare. L’assicurazione che ogni scuola ha in essere non tutela completamente gli insegnanti e in casi come questi se la devono vedere da soli».


E’ quindi scattata la solidarietà di tutti i docenti che hanno deciso come primo passo, di sospendere la Giornata dell’Atletica per la Scuola prevista per il 27 aprile «in quanto non è possibile annullare i rischi che un’attività di questo tipo comporta».
Inoltre, poiché le uscite e i viaggi si configurano come lavoro «supplementare» per i docenti, comportando una straordinaria assunzione di responsabilità penale e civile e poiché non vi può essere alcun obbligo alla partecipazione a qualsiasi iniziativa, «i docenti firmatari prospettano la possibilità di non organizzare viaggi né accompagnare gli alunni in uscite durante il prossimo anno scolastico 2018-2019».


Aggiunge il professore: «Organizzare un viaggio d’istruzione, scegliere una meta o un’attività e dare senso didattico a ciò che si propone è questione assai delicata anche per i rischi che comportano e pertanto ponderata da parte dei docenti organizzatori e accompagnatori nonché da parte degli organi collegiali. Per questo la scuola e i docenti in primis, adottano, in via preventiva, tutte quelle misure organizzative e disciplinari idonee ad evitare prevedibili situazioni di pericolo e vigilano perché siano scongiurate. Nella convinzione di essere compresi e sostenuti dalle famiglie e consapevoli dell’importanza che tali attività rappresentano per la crescita dei ragazzi, i docenti di questa scuola si sono sempre fatti carico delle responsabilità che esse comportano».


L’annuncio del blocco delle attività è stato dato a genitori, dirigente scolastica, consiglio dell’Istituzione, Sindaco e assessore allo sport, servizio istruzione attività sportive della Provincia e sindacati.


E’ una decisione irrevocabile? «Fintanto che le cose stanno in questo modo - risponde il professor Ficara - non abbiamo altra scelta. Rimane una grande amarezza ma la delicatezza di quanto accaduto dimostra che siamo poco tutelati.
Io confido che la vicenda si risolva positivamente per me e per il mio collega ma rimane comunque l’aspetto morale ed economico di dover sopportare questa ingiustizia. Non abbiamo alcuna certezza e garanzia mettendoci nella condizione che chiunque possa rivalersi su di noi».

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