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Nogarè, paese scosso per «Seba»

Famiglia e amici in lacrime

L'incidente in moto che è costato la vita al giovane Sebastiano Vadalà

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È un paese sotto choc quello di Nogarè, che nonostante il Natale deve fare i conti con una festa che si è trasformata in tragedia: la morte del giovane Sebastiano Vadalà, 19 anni, che ieri pomeriggio in via Falori in sella alla sua potente moto da cross è uscito di strada andando a sbattere violentemente contro un palo della luce, ha scosso tutti. In un paese piccolo, dove tutti si conoscono, la notizia della morte di “Seba”, come lo chiamavano gli amici, ha impiegato un baleno ad arrivare a tutti.

La ricostruzione della dinamica dell’incidente è affidata alla Polizia Locale, intervenuta sul posto assieme alla Croce Rossa, ai vigili del fuoco volontari di Pergine ed anche all’elisoccorso, la cui equipe ha tentato invano di far continuare a battere il cuore di Sebastiano: troppo gravi le lesioni riportate nello scontro. Il ragazzo, in sella ad una potente moto da cross acquistata di recente, stava percorrendo via Falori, nella parte bassa del paese di Nogarè, mentre alcuni amici lo osservavano: le moto erano la passione di Sebastiano, fin da piccolo ha imparato a “cavalcare” motori ruggenti partecipando anche a svariate gare. 

Poi, attorno alle 15, si è consumata in un attimo la tragedia: mentre Sebastiano stava percorrendo via Falori in salita, all’altezza di una via laterale che dà accesso alla parte nuova del paese, e dove la strada fa una leggera curva a destra, la moto ha proseguito dritta e veloce la sua corsa, finendo per schiantarsi contro un palo dell’illuminazione pubblica. Un attimo di distrazione, la strada scivolosa per un po’ di ghiaino contro il ghiaccio, una manovra azzardata: fatto sta che la moto guidata da Sebastiano, su una strada percorsa già centinaia di volte, ha centrato il palo in acciaio che si trova proprio sulla biforcazione della strada. Sarebbero bastati una decina di centimetri più a destra, e la moto avrebbe incontrato una siepe. Un urto violentissimo, che ha lasciato il segno sul lampione tanta è stata la forza dell’impatto. Sebastiano portava il casco, ma le lesioni interne subite sono state purtroppo fatali per il giovane, spirato all’ospedale Santa Chiara poco dopo il suo arrivo.

A soccorrere per primo il ragazzo sono state le persone che abitano attorno al luogo dell’incidente, fra le quali anche il fiduciario della frazione perginese, Alberto Ambrosi, che ha poi raggiunto i familiari di Sebastiano in ospedale fino a che è giunta la tragica notizia. Al pronto soccorso del Santa Chiara, nell’area riservata alle emergenze, fino a sera si sono soffermati i genitori, papà Paolo e mamma Luciana, le sorelle ed i familiari di Sebastiano, attorniati da una schiera di giovani, amici di Sebastiano, tutti a sostenersi ed a farsi forza per affrontare la perdita di un giovane ben voluto, un amico spassoso, un fratello ed un figlio amato.
Oggi, ai piedi di quel lampione dove Sebastiano ha trovato la morte, gli amici hanno deposto varie candele, fiori, una sciarpa degli ultras della squadra di hockey di Pergine (nella quale militano due giovani fratelli proprio di Nogarè) ed anche una maschera arancione da motocross.

Questa mattina il paese di Nogarè si è radunato per la messa di Natale: mentre la gente saliva in chiesa, lo sguardo di quanti percorrevano via Falori si posava irrimediabilmente su quel palo della luce: chi si è fermato un attimo per una preghiera, chi ha sfiorato il freddo metallo del lampione alla ricerca di una spiegazione, chi ancora non ha voluto credere che una tragedia così abbia potuto compiersi.

Alla messa è stato naturalmente ricordato Sebastiano, la cui data dei funerali al momento non è ancora stata fissata. La gente è stata richiamata dalle campane in festa, ma al termine della celebrazione lo scampanio festoso si è trasformato in dolore, con la campana a suonare a morto per annunciare, come vuole l’usanza cristiana, la sua improvvisa e dolorosa scomparsa alla vigilia di un Natale tragico, colmo di dolore.

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