Salta al contenuto principale

Civezzano, un paese spaccato

dal ricordo dei caduti

Chiudi
Apri
Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
1 minuto 49 secondi

Apparirà anche grande lo strappo consumatosi fra gli alpini del capogruppo Ettore Molinari e la Kalisbergschützenkompanie comandata dal capitano Gilberto Caresia, tanto da sfociare - sia pure con i consolidati differenti momenti nella deposizione delle corone - anche nella totale divisione al ritrovo riflessivo proposto dalla messa in ricordo dei Caduti di tutte le guerre.

Un riavvicinamento è auspicato dalla comunità di Civezzano e pure dal parroco don Guido Corradini che all'omelia della celebrazione vespertina di sabato, sia pure con vedute di grande ampiezza a toccare ognuno, esortava tutti a proporsi per una comprensione reciproca. Frattanto, Messa splendidamente accompagnata dai canti del «Coretto» che, quale viatico settimanale proponeva la riflessione «Voi siete tutti fratelli» e, per la prima volta faceva notare l'assenza di simboli e gagliardetti di alpini, carabinieri e altri gruppi d'Arma.

A fare bella mostra in fianco all'altare erano vessilli e stendardi degli Schützen, con i cappelli piumati a riempire i primi banchi. Con loro, per la verità, si scorgeva anche qualche Penna nera. Mentre, con il presidente Igino Macchiavelli, più defilati erano i rappresentanti in divisa della Sezione di Civezzano e Fornace dell'associazione carabinieri. Anche perché, veniva rimarcato, il 4 novembre rimane pur sempre la Festa delle Forze armate. Corteo degli Schützen scortato dalla Musikkapelle Kalisberg in musica, con tappa al cimitero per la deposizione della corona in ricordo dei Kaiserjäger.

«Siamo sentinelle nei confronti di rigurgiti nazionalisti» notava il comandante Caresia, ricordando i morti in guerra e quanti «dovettero lasciare le proprie case». Di «autentico diario di guerra e non storia travisata» parlava il sindaco Stefano Dellai in riferimento alla lettera «dal fronte» del soldato Giovanni Baldessari, cui veniva data lettura. Tante corrispondenze fra giovani soldati e loro famiglie - anticipava Caresia - che saranno raccolte in una prossima pubblicazione da distribuire nelle scuole.

Altra corona, quella d'alloro, è stata posta da alpini e carabinieri al monumento «Ai Caduti» che si erge con maestosa aquila nei pressi della Baita alpina. Con il ricordo-preghiera in ossequio ai militi caduti, pronunciata da Macchiavelli. A presenziare - con altri gruppi d'Arma, pompieri, finanza, paracadutisti, fanti - il sindaco Dellai con l'assessore provinciale Michele Dallapiccola. Con la Banda sociale ad accompagnare con le musiche patriottiche.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy