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Piscina di Piné, 10 milioni

e dieci anni perduti

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Il rendering della piscina coperta di Miola di Pinè - finanziamenti cancellati dalla Provincia

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Stralciati quasi 10 milioni di euro, svaniti nel nulla 10 anni di progetti, variati ed integrazioni di spesa, con il rischio che il comune di Baselga sia ora costretto a una lunga vertenza per l’ingiustificata risoluzione del contratto d’appalto e risarcimento danni dopo il blocco dei lavori. La decisione della giunta provinciale di recuperare oltre 80 milioni di euro nelle casse provinciali per opere pubbliche non più urgenti, rischia di affossare definitivamente la realizzazione della piscina coperta, centro salute e fitness prevista nei pressi dello stadio del ghiaccio di Miola.
Previsto tra le opere del «Piano Territoriale di Pinè» il centro acquatico «(piscina coperta a 5 corsie, vasche di tipo idrico e salutare, piscina scoperta, sauna, beauty-farm e ristorante) veniva aggiudicato il 29 luglio del 2009 all’Ati nata tra ZH General Construction Spa di Campo Turres e Atzwanger Spa di Bolzano per una somma di 7,37 milioni di euro finanziati al 95% dalla provincia (7,57 milioni il costo inziale). Un cantiere che in realtà non è mai decollato perché nel 2010 si dovette operare un’analisi dei terreni dopo aver individuato delle tracce di idrocarburi.

Il cambio della norme antisismiche e la ricerca di soluzioni per il risparmio energetico, usando il calore prodotto dai sistemi refrigeranti dell’Ice Rink Pinè, ha portato a nuove varianti progettuali con relativo supero di spesa e integrazione al finanziamento inziale (per ulteriori 1,5 milioni di euro), mentre veniva stralciata la piscina esterna.
Il mancato riavvio dei lavori portava nel maggio del 2012 la ZH Construction Spa (ditta appaltante fallita a fine 2013) a chiedere la risoluzione del contratto d’appalto e il risarcimento danni per la sospensione lavori (la richiesta inziale superava i 3 milioni di euro), con il comune di Baselga che si costituiva in giudizio «a tutela dell’interesse pubblico».

«Nelle scorse settimane abbiamo avuto un primo contatto con l’assessore Carlo Daldoss che ci ha comunicato la volontà della Provincia di riposizionare le somme per l’investimento – spiega il sindaco di Baselga Ugo Grisenti – nei prossimi giorni ci incontreremo con la giunta provinciale per chiedere una garanzia sulle spese già sostenute (progettazione, varianti e analisi del terreno) e soprattutto un sostegno nella vertenza legale ancora in corso».

Il venir meno del finanziamento provinciale «boccia» in modo forse definitivo un’opera mai decollata, ma soprattutto difficilmente sostenibile di fronte allo scoppiare della crisi economica. L’opera era accompagnata da uno studio iniziale di fattibilità (dello studio Salvetta di Trento) che prevedeva un bacino d’utenza di 256.236 abitanti (dalla Val di Fiemme, alla Valsugana e all’asta dell’Adige), con un numero potenziale di 99.446 clienti all’anno (63.652 residenti e 35.794 turisti), e 331 unità al giorno. «Per lo sviluppo turistico di Pinè è un’altra occasione persa, un’opportunità che non tornerà più – si limita a commentare l’ex-sindaco e primo promotore Sergio Anesi – non voglio fare polemiche, ma si è perso troppo tempo».

«Ci auguriamo che la Provincia possa sostenere altri progetti esecutivi pronti per il nostro territorio» conclude Grisenti.

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