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Raffaella Bailoni non ce l'ha fatta

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BAILONIIl filo della speranza che teneva ancora in vita Raffaella Bailoni, si è spezzato ieri pomeriggio alle 16. A quel punto, dopo aver atteso invano un segno di ripresa della 50enne di Vigolo Vattaro, i medici hanno dovuto, purtroppo, staccare le macchine che la tenevano in vita. Una tragedia, quella che ha toccato Raffaella e la sua famiglia, con il marito Paolo e gli adorati figli Tania e Giacomo, dalla quale i suoi cari hanno voluto far nascere la speranza di vita per altri. Per questo la decisione di dare l'assenso alla donazione degli organi di Raffaella. Ieri, in serata, dovevano iniziare le operazioni di espianto.
Una scelta generosa, quella di Raffaella, come generosamente lei ha vissuto sempre, prima che l'incidente le spegnesse il sorriso, dopo due giorni in cui ogni speranza è andata delusa.
Il Calvario, per Raffaella, i suoi cari e tutti quanti le volevano bene, è iniziato domenica. Tre giorni fa, di mattina, Raffaella era partita di casa alle 8.30 per il consueto allenamento, sui familiari sentieri della Marzola. Ma da quell'allenamento, purtroppo, l'atleta di corsa in montagna non aveva fatto ritorno. Alle 14 dello stesso giorno, Raffaella era stata ritrovata 100 metri a valle di un sentiero.
Le conseguenze della caduta erano risultate subito gravi, tanto che era stata trasferita in rianimazione all'ospedale Santa Chiara. Dopo oltre 48 ore di attesa e di preghiere, però, ieri pomeriggio alle 16, quando i medici hanno deciso di staccare le macchine che tenevano in vita Raffaella, tutte le speranze si sono dissolte. «In questi momenti - spiega il marito Paolo - c'è tanta confusione dentro. Ora speriamo di trovare la forza per andare avanti. Dobbiamo farlo, Raffaella ci ha insegnato questo, dobbiamo cercare momenti di gioia e di sorriso».

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