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Rabbi, regolamento comunale

contro le colture intensive

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Nei giorni in cui si accende il dibattito su un'agricoltura più sostenibile e che registrano l'annuncio del Ministro Riccardo Fraccaro a proposito di una Val di Sole tutta biologica, c'è un territorio proprio in Val di Sole che fa una scelta precisa per porre un freno all'espansione dell'agricoltura intensiva.  

Domani alle 20.30, infatti, il consiglio comunale di Rabbi sarà chiamato a esprimersi sull'approvazione del regolamento per la disciplina delle coltivazioni agricole e l'utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura. Uno strumento agile di 7 articoli che nasce dalle peculiarità stesse della Val di Rabbi - il paesaggio ancora oggi pressoché integro e, con una trentina di aziende in attività, la vocazione zootecnica del territorio - e che vuole fermare, ancor prima che si palesi il problema, l'avanzata di colture intensive come quelle legate alla mela, alle ciliegie, ai piccoli frutti o altro. Quello che si vieta, in sostanza, non sono le colture in sé quanto piuttosto tutte quelle strutture e infrastrutture a esse collegate - serre, pali in cemento, intelaiature e pergole, teli antigrandine, sistemi di irrigazione e quant'altro - che incidono sul contesto paesaggistico ponendo attenzione anche all'impiego di prodotti fitosanitari, per i quali viene vietato l'utilizzo di quelli classificati come molto tossici e tossici.

«L'obiettivo di questo provvedimento - spiega l'assessore all'agricoltura di Rabbi Matteo Mengon - è la tutela del nostro paesaggio alpino e della zootecnia, che sono la cifra identitaria della nostra valle. Abbiamo percepito come reale il pericolo della diffusione delle piantagioni di mele, ma anche di altre varietà di coltivazioni. Per questo abbiamo applicato un principio di precauzione, facendo una scelta prima che il problema si manifesti». Con i cambianti climatici, infatti, tale minaccia si fa via via più concreta e si innalza il limite territoriale per la frutticoltura intensiva: zone come quelle adiacenti all'abitato di Pracorno potrebbero diventare, con il tempo, appetibili per un'espansione, ad esempio, della coltura della mela dal territorio di Malé e di Magras. «Per noi invece è importante mantenere questo confine - aggiunge quindi il sindaco Lorenzo Cicolini -. Chi entra in Val di Rabbi deve poter trovare una valle incontaminata con un paesaggio che non è rovinato da queste strutture. Questo anche in virtù degli investimenti portati avanti dall'amministrazione comunale nel settore turistico». Da qualche anno, infatti, la Val di Rabbi registra al proprio interno una consistente crescita dei flussi turistici grazie all'attuazione di iniziative mirate a promuovere una vacanza green, sostenibile e a basso impatto. «Abbiamo la necessità di mantenere questo ambiente sia per una questione di qualità della vita che, appunto, per il settore turistico e zootecnico - conclude il primo cittadino -. In questa logica, stiamo procedendo anche con il progetto di conservazione, sistemazione e ripristino del paesaggio rurale montano, finanziato dai Fondi per il paesaggio, grazie al quale renderemo falciabili circa 10 ettari di prato. Naturalmente il regolamento non vieta a chi vorrà realizzare una piccola serra per uso domestico o le coltivazioni». Per rafforzare ulteriormente tale decisione, il regolamento troverà riscontro anche nelle norme attuative del piano regolatore comunale ora in fase di variante.

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