Referendum sul traforo del Peller: «atto di giustizia»

di Lorena Stablum

«Si fa giustizia rispetto ad alcune gravi inadempienze dal punto di vista istituzionale e politico». Flavio Mosconi, che fin dal 2001, anno della sua entrata in Consiglio provinciale, non ha mai smesso di occuparsi della questione, è tra i più contenti nell’apprendere la notizia della possibile indizione da parte della Comunità della valle di Sole della consultazione popolare sul traforo del Monte Peller.

Proprio l’ex consigliere provinciale di Forza Italia, dopo aver sollecitato più volte la Provincia in tal senso, nel 2011 aveva capitanato il comitato che in pochi mesi aveva raccolto oltre 2.000 firme a sostegno del referendum popolare. «In occasione della revisione ventennale del Piano urbanistico provinciale - ricorda Mosconi - il Consiglio provinciale aveva impegnato la Giunta ad attuare la consultazione popolare. Visto che, poi, ciò non era avvenuto avevamo raccolto le firme per chiedere alla Comunità di valle di organizzare una consultazione con la quale la popolazione della Val di Sole potesse esprimere la propria opinione. Nonostante le rassicurazioni ricevute e la sottoscrizione della richiesta da parte di circa un quarto degli aventi diritto al voto, anche questa iniziativa non aveva sortito effetto. Ora sono contento se la Comunità di valle intenda accertare la volontà popolare sulla questione. Poi, certamente, le decisioni spetteranno alla politica rappresentativa» conclude l’ex consigliere provinciale lasciando intendere come la variante di Cles, i cui lavori dovrebbero partire entro l’anno, non sia una soluzione risolutiva per la viabilità della valle.


Variante che, comunque, la Val di Non e, in particolare, il capoluogo di Cles attendono con impazienza. E sulla questione è piuttosto chiaro il sindaco di Cles <+nero>Ruggero Mucchi<+testo>. «La variante est non è in discussione - commenta infatti il primo cittadino - In questo senso, abbiamo avuto recentissime assicurazioni da parte della Provincia. Se la consultazione popolare serve a mettere in competizione questo intervento con il tunnel del Peller e a bloccare un’opera che aspettiamo da tempo, siamo assolutamente contrari. Se, invece, si parla in una prospettiva di lungo periodo e si intende ragionare al di là della variante, credo che per il traffico della Val di Sole il traforo possa essere comodo.
Per quanto ci riguarda – aggiunge Mucchi – è un argomento che compete alla Val di Sole, per il quale è la valle che si deve muovere. A noi rimane la facoltà di partecipare al dibattito sulle soluzioni progettuali. Per quel che mi riguarda non c’è limite ai progetti se sono ben fatti. D’altra parte per Cles la variante è necessaria, come credo che anche per la Val di Sole lo sia, e il master plan, che abbiamo appena approvato, prevede una serie di interventi che comprendono la variante stessa».
Si augura un maggior coinvolgimento del territorio invece il presidente della Comunità della Valle di Non <+nero>Silvano Dominici<+testo> qualora il governo provinciale voglia effettivamente prendere in considerazione l’idea di realizzare il collegamento attraverso il Peller. «Finora non abbiamo mai avuto voce in capitolo sul tema - spiega Dominci - Certamente è urgente realizzare la variante di Cles e realisticamente credo che i due progetti siano alternativi l’uno all’altro. Se avessi avuto la possibilità di scegliere probabilmente avrei optato per il traforo. Ma detto questo oggi fare marcia indietro diventa difficile… Non possiamo permetterci di perdere altro tempo e attendere, magari, altri dieci anni per una soluzione. Per la Val di Non - conclude il presidente - il tema della viabilità e delle infrastrutture presenta molti nodi irrisolti da decenni come la questione di Dermulo, il ramo viabilistico in direzione dell’alta valle dove da tempo non si eseguono interventi di miglioramento, o tutta la partita di Mollaro».

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