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Cavareno, 600 case 

per ospitare i turisti

L'accoglienza può garantire 29mila euro l'anno di reddito

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Una veduta di Cavareno

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Sala piena per il primo incontro pubblico di presentazione del progetto «Ospitalità diffusa» promosso dall’amministrazione comunale. Una proposta rivolta ai proprietari di seconde case, dato che sul territorio comunale ne esistono 843 (Mendola compresa) e che molte sono ora quasi inutilizzate, dato il cambio di tendenza della permanenza turistica. I 983 proprietari delle stesse hanno un’età media di 66 anni; mentre gli under 35 rappresentano il 2%, la fascia d’età 66-75 anni è al 25%, gli over 76 sono al 27%.
 
A introdurre la serata l’assessore Raffaella Battocletti, che ha ricordato il premio «comune più virtuoso d’Italia» recentemente consegnato al comune (sistemazione piazze, viabilità, marciapiedi, eliminazione barriere architettoniche, illuminazione a led, impianto fotovoltaico di avanguardia, verde pubblico, sentieristica e altro), passando la parola al presidente della Comunità di valle Silvano Dominici, al funzionario provinciale Sandro Abram, alla direttrice dell’Apt Giulia Dalla Palma che ha illustrato dati statistici del turismo trentino e locale. 
 
Per l’Alta valle di Non ne emergono alcuni significativi: dai 7 giorni di soggiorno del 1985 si è passati ai 2,73 del 2017, arrivi e presenze sono in costante aumento, cresce il numero di ospiti stranieri ora al 37%, degli appartamenti a uso affitto turistico esistenti solo 32, a Cavareno, sono regolarmente iscritti (135 in tutta l’alta valle); data anche la chiusura di numerosi alberghi, il varo dell’ospitalità diffusa è guardato con attenzione e interesse.
 
Quindi parola ai responsabili di Cbs, start up di Trento incaricata della stesura del progetto; il presidente Francesco Gabbi e Ruggero Zanetti hanno illustrato quanto realizzato sulle rive del lago di Caldonazzo, affermando che la realtà di Cavareno è molto interessante, anche perché le oltre 600 seconde case del paese (le altre sono a Passo Mendola) al 77% hanno un unico proprietario (dato ottimale), e di questi il 15% abitano in paese, il 12% in altre zone del Trentino, il 33% in Alto Adige.
 
In sede di dibattito, escludendo quelli di Fabio Zini presidente della Pro loco e di Costantino Pellegrini per la «Charta di Regola» (entrambi assicurano collaborazione, entro i limiti dell’attività associazionistica), un solo intervento, di un proprietario che ha chiesto se siano previsti specifici finanziamenti per i lavori necessari per entrare nei circuiti promo-commerciali esistenti. Risposta chiara: per ora no. La Provincia sostiene l’iniziativa, considerata «progetto pilota» da esportare in altri centri, ma per ora i finanziamenti sono quelli previsti a livello statale, non è escluso comunque che l’ente tutore locale «ci metta del suo». Cbs garantisce informazione, promozione, suggerimenti per soluzioni possibili, tutto il necessario a livello burocratico e informativo, con disponibilità a tempo pieno. 
 
E’ intervenuto comunque Costantino Grandi, direttore di Cr Novella e Alta Anaunia (partner assieme a Cr Val di Non), che ha assicurato la stesura di una convenzione per facilitare l’accesso al credito, a tasso agevolato, a quanti vorranno provarci. Il progetto di ospitalità diffusa è al via. Stando a quanto affermato dai responsabili di Cbs può garantire un reddito medio netto di 29 mila euro annui ai proprietari. Un secondo appuntamento è previsto sabato 26 gennaio.

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