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Ville d'Anaunia, studio europeo

su come si diventa "smart village"

 

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Il territorio di Ville d'Anaunia è stato scelto per uno studio europeo sui territorio virtuosi, per un progetto sugli «smart village» commissionato dal Parlamento europeo. Si tratta di un’indagine approfondita, svolta da persone inviate da Bruxelles, e che interessa sei piccoli centri europei di Irlanda, Ungheria, Francia, Belgio, Spagna, con Ville d’Anaunia chiamato a rappresentare l’Italia in questa indagine. 
 
«L’interesse nei nostri confronti nasce dalla possibilità di un turismo da sviluppare in territorio agricolo, tenendo conto anche della nostra posizione geografica», spiega il sindaco Francesco Facinelli, che assieme alla sua vice Romina Menapace (competenze in comunicazione, trasparenza, partecipazione, sviluppo locale, turismo…) è referente del progetto, in cui sono coinvolte un’altra decina di persone tra amministratori, esponenti delle categorie economiche e delle associazioni. «Finora abbiamo avuto un paio di incontri, l’attenzione dell’Europa è stata puntata sulla nostra decisione di coinvolgere il più possibile la popolazione nella costruzione del territorio del futuro, con una attenzione particolare a quel possibile sviluppo che potrebbe nascere dalla valorizzazione turistica del territorio, dove ora prevale l’economia agricola. Una caratteristica che a Bruxelles è parsa molto interessante, per le potenzialità che qui può avere il settore turistico, data appunto la posizione privilegiata» (in Trentino, sulle Alpi, con il lago di Tovel e il Parco). 
 
Un progetto che porterà a risultati concreti? «Diciamo che per ora è un esercizio di lavoro, coordinato dai due inviati da Bruxelles, che svolgeranno una approfondita analisi del contesto locale (definita nel progetto europeo “swot analysis”). Per capire come ragiona un territorio sulle proprie potenzialità e sul possibile sviluppo. Non so cosa ne seguirà, per ora si tratta solamente di giungere ad una precisa definizione di cosa significhi smart village. Il primo intento è quello di comunicare, di favorire ad ogni livello la comunicazione, sollecitando uno sviluppo possibile e disegnando cosa potrebbe essere Ville d’Anaunia tra venti o cinquant’anni. Poi sembra possibile che siano finanziati dei progetti, sempre che si risponda alle connotazioni di smart village, ma questo è una cosa molto più in là nel tempo». Un lavoro comunque utile, aggiunge Francesco Facinelli. «Si tratta di uno spunto importante per fare il punto della situazione, e per analizzare al meglio quanto si sta facendo». 
L’analisi degli inviati dai vertici europei durerà un paio di mesi. Già a febbraio o marzo i rappresentanti dei sei villaggi coinvolti saranno a Bruxelles, dove sarà presentato l’esito del lavoro effettuato. «Si tratterà anche di una base di partenza per applicare simili metodologie in altri comuni - conclude il sindaco - e soprattutto per scambiare esperienze e proposte con gli altri comuni coinvolti. Cosa importante, perché noi amministriamo il nostro comune, ma guardare oltre confine, all’Europa, a quanto realizzato altrove, è non solo utile, ma necessario».

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