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«Marco si è salvato 

grazie ai soccorsi»

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Due settimane fa il dramma sulla pista ciclabile, con un malore che poteva uccidere il giovane di 21 anni. Ma «Marco è stato salvato grazie alla prontezza e competenza dei soccorritori» e ora il pericolo è scampato. 

Così Papà Claudio e mamma Raffaella, i genitori di Marco Moratti, lo studente che il 2 agosto scorso è stato colto da malore mentre in sella alla sua bici stava percorrendo la passeggiata della Lecc che dalla località Birreria porta a Malè, dopo l'apprensione dei giorni iniziali, visti i costanti miglioramenti e lo scampato pericolo, hanno preso carta e penna per ringraziare pubblicamente quanti si sono adoperati nel portare soccorsi a Marco.

Katti Marchioni, infermiera, e suo marito Davide Brocchieri, turisti che da anni frequentano Malè sono stati i primi a notare il giovane che pochi istanti prima li aveva superati e poi si era fermato e accasciato colto da malore. Sono stati loro a praticare il primo intervento sul giovane. A loro si è aggiunto un altro turista di casa a Malè, Ernesto Martelli, anche lui infermiere in pensione che dopo aver richiesto l'intervento del 112 nell'immediatezza hanno praticato il massaggio cardiaco e respirazione artificiale. 

«Ci sentiamo in dovere di ringraziare pubblicamente queste tre persone - affermano i genitori di Marco - perché grazie alla loro tempestività e tenacia nell'agire correttamente, alternandosi nell'eseguire i massaggi per oltre venti minuti, hanno determinato l'esito positivo dell'azione di soccorso completata quindi dall'intervento dei vigili del fuoco di Malè e dai sanitari dell'elisoccorso che con grande professionalità hanno effettuato la defibrillazione e continuato le manovre di rianimazione avanzate, consentendo a nostro figlio di rimanere in vita e testimoniando che la catena dei soccorsi abbia funzionato perfettamente».

Che la tempestività delle corrette operazioni di primo soccorso abbiano prodotto ottimi risultati è stato riconosciuto anche dai medici dell'ospedale S. Chiara di Trento dove Marco è stato ricoverato con riserva di prognosi in terapia intensiva e da qualche giorno visti i costanti miglioramenti è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva coronarica dove sta proseguendo il suo iter di recupero. I genitori di Marco hanno voluto conoscere i tre primi soccorritori per ringraziarli personalmente ed anche lo stesso Marco, informato sui fatti, ha espresso il desiderio di incontrarli. 

«Ci sentiamo in dovere - proseguono i coniugi Moratti - di segnalare questo episodio di grande altruismo ed umanità, affinchè in questo mondo sempre più privo di valori umani sia di conforto sapere che esistono persone che non esitano a mettersi a disposizione del prossimo in difficoltà. Abbiamo avuto l'opportunità di apprezzare la professionalità, la dedizione e soprattutto l'umanità dello staff del reparto terapia intensiva dell'ospedale S.Chiara di Trento. Da parte nostra, del fratello Fabio e certamente di Marco vogliamo dire un grazie di cuore ed essere immensamente grati anche a tutte le persone che ci stanno vicine e ci sostengono in questo momento difficile».

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