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Grandine, Melinda: perse 300mila tonnellate

Basterà un danno del 20% per i rimborsi

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Centinaia di ettari colpiti dalla grandine per un danno di alcuni milioni di euro. È la stima, perché le cifre definitive arriveranno solo una volta che si concluderanno le perizie, dei danni della grandinata che, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha colpito la valle di Non, e in particolare le zone di Livo e quelle sopra Cles, ovvero nella parte che comprende anche Mechel. A fare i conti saranno i tecnici di Codipra che già da ieri hanno avviato i sopralluoghi nelle zone colpite. 

Amareggiato e quasi rassegnato il presidente di Melinda, Michele Odorizzi, che mette in evidenza come dopo i danni delle gelate, che avevano già fatto decine e decine di milioni di euro di danni, la grandine caduta due notti fa ha colpito «zone che si erano in parte salvate dalla grandine e dove sulle piante le mele ci sono».

A confermare la gravità della nuova ondata di maltempo che ha flagellato la val di Non è anche il presidente del Codipra, il consorzio di assicurazione degli agricoltori trentini, Giorgio Gaiardelli. «Per ora si può fare solo una stima dei danni - afferma il presidente di Codipra - e si può parlare di centinaia di ettari colpiti e di danni per diversi milioni di euro». Rispetto alla produzione complessiva di mele per la val di Non, secondo Codipra, tra la gelata che ha compromesso lo sviluppo dei frutti su molte piante e le grandinate di mercoledì notte, alla fine si potrà arrivare a «un quarto dei vagoni medi prodotti nella valle».

Se si pensa che usualmente si arriva a produrre qualcosa come 400.000 tonnellate solo per Melinda, alla fine della stagione, tra ottobre e novembre di quest’anno, le tonnellate di mele marcate Melinda potrebbero essere ridotte a 100.000. E di queste, tra l’altro, una parte potrebbe essere comunque ammaccata dalla grandine o rovinata dalla gelata che, sulle mele, lascia in molti casi una striscia come di ruggine sulla buccia. Oltre alle notizie negative per gli agricoltori sul maltempo e i danni arrecati alle colture, c’è anche uno spiraglio rispetto a due novità normative molto attese da parte dei coltivatori trentini.

La prima riguarda il fatto che, dal 2018, a livello europeo, dovrebbe bastare un danno del 20% delle colture e non più almeno il 30% per accedere ai rimborsi da parte delle assicurazioni. La novità, di cui si è discusso nell’ambito del «tagliando» alla Pac, la politica agricola della Ue, ridurrebbe il rischio di danni non risarciti per molti agricoltori trentini. La seconda novità in arrivo dalla Ue, invece, tocca i contributi europei che andranno a coprire la quota del premio assicurativo sui danni da maltempo che resta in capo all’ente pubblico.

«La prospettiva - sottolinea Gaiardelli - è che si passi dal 65 al 70% di premio assicurativo pagato dalla Ue ai contadini che si assicurano». Il nodo è quello dei tempi che vanno ricondotti all’attività di Agea, l’ente pagatore nazionale per l’agricoltura che incassa i contributi Ue per poi girarli a Codipra. «Noi stiamo attendendo due annualità di contributi sul premio assicurativo per un credito, che abbiamo già anticipato ai contadini grazie alle banche, di 50 milioni di euro» conclude Gaiardelli.

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