Ospedale di Cles, Zeni rassicura

di Federica Chini

Si è parlato di salute, soprattutto dei dati più significativi relativi alla sanità trentina, nell’incontro pubblico sul tema organizzato lunedì dall’assessorato alle politiche sociali della Comunità della Val di Non e dall’amministrazione comunale in cui ha preso parte l’assessore alla sanità provinciale Luca Zeni.
Una conferenza ricca di spunti di riflessione, un momento di dialogo e confronto molto partecipato sia dai cittadini che da numerose autorità nonese e solandre, sindaci, consiglieri comunali, medici e primari dell’Ospedale Valli del Noce e rappresentanti del Distretto Ovest dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

A fare gli onori di casa l’assessora e il presidente della Comunità di Valle Carmen Noldin e Silvano Dominici nonché il sindaco Ruggero Mucchi, i quali hanno evidenziato quanto la salute sia un argomento che tocca da vicino tutti, politici e censiti, specialmente per quanto riguarda il futuro dei punti nascita dei presidi ospedalieri periferici. Altri temi molto caldi le progettualità per la popolazione anziana, progressivamente aumentata negli ultimi anni ed i cambiamenti in atto nella gestione delle Aziende provinciali per i servizi alla persona, nonché le possibili alternative nell’assistenza a supporto dell’anziano e delle famiglie, prendendo spunto dal modello di Casa Tassullo.

«La sanità è un mondo fondato sull’equilibrio tra complessità organizzativa e fattore emotivo, ed in questo senso è paragonabile al corpo umano» ha esordito Zeni, che ha poi incentrato la sua relazione sui numeri più rilevanti della sanità trentina. La spesa complessiva nel settore ammonta ad 1 miliardo e 225 milioni di euro, mentre nelle 7 strutture ospedaliere del territorio vengono investiti 570 milioni di euro. 11.100 sono le persone che lavorano nel settore sanitario, di cui 7.500 dipendenti dell’azienda sanitaria provinciale e 681 convenzionati. Nelle case di riposo lavorano 2.919 persone, mentre gli accessi annui nei Pronto soccorso arrivano a circa 216.500: di questa cifra, il 90,2% riceve assistenza medica entro 2 ore dall’ingresso al nosocomio ed il 70% attende mediamente 4 ore, tempi eccellenti ed utopici in confronto ad altre zone d’Italia secondo Zeni.
Sul versante delle liste d’attesa per le visite mediche erogate secondo i parametri di priorità Rao, il 90% del totale delle prestazioni viene effettuata entro i tempi stabiliti. In merito alle emergenze, sono 2.245 i pazienti trasportati in elicottero ogni anno, mentre sulle ambulanze operano 139 operatori e 2.534 volontari provenienti da 41 associazioni.

I dati relativi alla popolazione parlano chiaro, si fanno sempre meno figli - sebbene il tasso di natalità sia superiore in Trentino rispetto all’Italia, con 1,4 figli per donna rispetto agli 1,2 della media nazionale - e la popolazione sta invecchiando inesorabilmente. 8.000 persone sul territorio soffrono di demenza senile o del morbo di Alzheimer, una vera e propria emergenza sociale, l’80% dei quali viene curato in casa; gli anziani non autosufficienti sono 17.500, la metà presi in carico dal sistema. I medici di base in Trentino sono 400 e si sta cercando di mettere a punto una rete che sappia dare risposte ai pazienti dalle 8 alle 20, anche in caso di assenza del proprio medico di famiglia. Le patologie più diffuse sono i tumori e le cardiovascolari, seguite da affezioni al tratto respiratorio, del sistema nervoso e traumatismi; il 63% dei decessi al di sotto dei 75 anni avviene per cause evitabili, di qui l’importanza di uno stile di vita il più possibile corretto. Zeni ha poi rilevato l’eccellenza dell’ospedale di Cles - dove vengono effettuati annualmente 1 milione di prestazioni ambulatoriali e 22.663 accessi al pronto intervento - , dal punto di vista dei miglioramenti architettonici e del personale impiegato.

«Da ciò si può evincere che la situazione è molto positiva, tuttavia ciò non significa che non si possa ancora migliorare» ha osservato l’assessore. Durante il successivo dibattito con il pubblico sono state toccate numerose questioni, tra cui le difficoltà dei genitori di bambini con malattie rare, neuropsichiatriche e disabilità, la richiesta da parte degli operatori socio sanitari di formazione e dei suicidi, solo per citarne alcune. Sul punto nascita locale, Zeni si sente di rassicurare la cittadinanza, non solo per il buon numero di parti annui, ma anche per l’assunzione di nuovo personale e per la struttura stessa dell’ospedale.

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