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Roveré della Luna:

arriverà un commissario

alla Famiglia Cooperativa

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Arriverà un commissario ad amministrare la Famcoop di Roverè della Luna, ormai sommersa di debiti.

L’operazione immobiliare del passato, con la costruzione del nuovo supermercato, ha azzoppato i bilanci degli ultimi anni mettendo in seria difficoltà la cooperativa di consumo, che annovera 445 soci, per la quale l’Ufficio di vigilanza delle Federcoopertive trentine ha segnalato alla Provincia l’opportunità del commissariamento.

«Ho ricevuto da poco, dalla Federazione, la relazione che riguarda la difficoltà della coop di Roveré della Luna - asserisce l’assessore provinciale alla cooperazione, Mario Tonina - e me ne occuperò molto presto. Devo ancora esaminarla attentamente per capire le reali motivazioni che determinano la necessità del commissariamento».
Nel decennio scorso il cda della cooperativa, guidato da Ezio Ferrari, decise di alienare la vecchia sede nella piazza del paese, per costruire un moderno supermercato al posto del parcheggio esistente tra la scuola e la cassa rurale. Una costruzione moderna, con tutti i servizi necessari per accogliere un numero di clienti almeno tre volte di più rispetto i 1.600 abitanti di Roveré della Luna. «Un negozio troppo grande - a detta di alcuni soci - e spropositato per una realtà come il nostro paese». Tant’è che il vecchio cda fu spazzato via e chi subentrò si ritrovò costretto ad ereditare una situazione debitoria insostenibile, causata dagli oltre due milioni di euro per la costruzione del nuovo supermercato inaugurato nel 2012, a fronte di appena mezzo milione di euro incassato dalla vendita del vecchio negozio, quando in bilancio era stato preventivato un introito di 1,2 milioni di euro dall’alienazione del vecchio edificio.

Alla fine del 2018 il presidente Matteo Coller si è dimesso e non è più stato sostituito. Non vuole rilasciare alcuna dichiarazione sulla situazione debitoria della cooperativa e si limita solo a dire di aver abbandonato il cda per motivo legati al suo lavoro: «Sono un artigiano e dovevo occuparmi per due giorni alla settimana della conduzione della cooperativa. Avevo già da alcuni mesi annunciato al cda l’intenzione di dimettermi perché non potevo sacrificare troppo tempo al mio lavoro. Mi è stato chiesto di arrivare fino alla fine del 2018 ed ho mantenuto il mio impegno. Per il resto non ho nulla da dire».

Da sei mesi è stato sostituito anche il direttore. A gestire il negozio è arrivato Roland Morat di Salorno, ma dice che non compete certo a lui diffondere dati sul bilancio e sullo stato patrimoniale e sulla passività. Certo è che, dopo aver accumulato così tanti debiti, anche le linee di credito delle banche si sono improvvisamente interrotte. Il fatturato è sceso di un buon 20% non tanto perché i consumatori si rivolgono altrove, quanto perché il reparto «scorte agricole e giardinaggio» è stato dato in gestione alla Sav di Rovereto. C’è, come attenuante, l’imprevisto sbarco di Poli a Mezzolombardo con il discount Amort e l’acquisizione dell’ipermercato Orvea, oltre all’apertura dei nuovo centri commerciali con grandi supermercati che attirano clienti da tutta la Piana rotaliana, compreso Roveré della Luna.

Tra i soci regna un palese malumore per la poca trasparenza della Famcoop: si parla di debiti, ma nessuno sa a quanto ammontano. I clienti cominciano a disertare il supermercato, a rivolgersi all’altro negozio in paese di generi alimentari, naturalmente molto più piccolo del supermercato della Famcoop. L’ipotesi di un «affiancatore», solitamente adottata dalla Federcoop e dalla giunta provinciale per le cooperative in crisi, non appare una via percorribile. Solo un commissario potrà prendere in mano il supermercato e ripianare i bilanci, a detta del gran numero dei soci, purché questo arrivi in tempi brevi.

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