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Sover, sindaco citato

davanti alla Corte dei conti

Contestati 23mila euro di tributi non incassati

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È un conto da 23.134,45 euro, quello presentato dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Marcovalerio Pozzato, al sindaco di Sover Carlo Battisti, che dovrà comparire davanti alla sezione giurisdizionale il prossimo 20 febbraio per difendersi dall’accusa di aver provocato al comune un danno erariale corrispondente alla somma richiestagli.
 
Il sindaco è accusato, in sostanza, di aver «paralizzato» gli uffici in modo da far diventare inesigibile il pagamento di un tributo dovuto da un privato per il periodo 2008-2013: comportamento che si sarebbe sostanziato nel rallentare gli accertamenti già eseguiti, causando appunto un danno alle casse comunali.
 
La vicenda è relativa alla mancata riscossione della Tosap per l’occupazione con vari materiali della p.f. 1272, corrispondente a un tratto di strada pubblica in località Mezauno (usata come collegamento con Piscine prima della costruzione della strada provinciale 1). Una questione che ha origine nel 1987  - ha ricostruito il nucleo di Polizia tributaria di Trento incaricato delle indagini partite in seguito all’esposto di un privato - quando M.B. chiese e ottenne l’autorizzazione per installare un serbatoio interrato di combustibile sulla particella di proprietà comunale: ma al serbatoio si aggiunsero poi 4 pozzetti e altro materiale inerte a partire dal 2008. Nel 2014, uno dei vicini dell’uomo segnalò l’occupazione del suolo e l’11 settembre di quell’anno fu emessa un’ordinanza di asporto-sgombero del materiale e di rimessa in pristino del terreno. Partì anche il calcolo per il pagamento della relativa Tosap, su 30 mq di terreno, dal 2008 al 2015: conto quantificato in 30.074,79 euro.
 
Nel maggio 2015 gran parte del materiale fu rimosso, ma il pagamento fu bloccato: furono avviati nuovi conteggi e le richieste di versamento arrivarono tre anni dopo, nel marzo 2018. Il problema, secondo il procuratore Pozzato, è che a forza di aspettare la Tosap 2008-2013 è divenuta inesigibile: e di questo è chiamato a rispondere Battisti.
 
I due segretari comunali a scavalco avvicendatisi all’epoca dei fatti e la responsabile del Servizio finanziario (recentemente condannata per un’altra vicenda) hanno infatti sostenuto che il primo cittadino, «accentrando nella sua persona non solo la responsabilità politico-amministrativa della materia edilizia, ma anche la diretta responsabilità gestionale» «non lasciava alcun margine operativo all’ufficio tecnico e al segretario comunale». 
 
Sindaco che ammette di avere avuto un ruolo nella vicenda: «Ci pareva troppo alto il calcolo fatto dall’ufficio tecnico - afferma - in quanto sulla p.f. 1272 era stato depositato anche parecchio materiale comunale. Quindi abbiamo rifatto i conti, una volta divenute operative le gestioni associate, quantificando il dovuto in circa 4 mila euro di Tosap da pagare, poi effettivamente versata». Ma il fatto che siano passati tre anni dal calcolo del 2015 all’emissione dei ruoli nel 2018 ha reso impossibile esigere la Tosap dal 2008 al 2013. Su questo Battisti dice:  «Era un periodo in cui il Comune era bloccato per la nota inchiesta sugli ammanchi e le indagini in corso; avevo personale ridotto e l’ufficio tecnico con una sola persona, che faceva di tutto. Questo giustifica la lentezza dei provvedimenti presi».

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