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La Provincia finanzia con un milione

la bretellina A22- ponte Cacciatora

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La giunta provinciale ha approvato l’ottavo aggiornamento al Piano della viabilità, inserendo anche l’importo di un milione di euro per la bretella di San Michele, ossia il collegamento tra il casello autostradale e la rotatoria all’imbocco del ponte della Cacciatora. 
La bretella manterrà il tracciato già noto: dal parcheggio all’uscita dell’autostrada affiancherà il lato Ovest dello svincolo di uscita di San Michele, proseguendo poi sull’argine destro della Fossa di Caldaro fino al capannone dell’ex Marzotto di Mezzocorona. Infine, andrà ad inserirsi, con una rampa, sulla rotatoria che collega la strada per Mezzocorona con la circonvallazione di Roveré della Luna e la statale del Brennero.
E’ da undici anni che si discute di questo collegamento per evitare l’insostenibile flusso di traffico sul ponte di San Michele, soprattutto per ridurre la media di circa 150 autotreni al giorno. Il traffico autostradale non attraverserà più l’abitato di Grumo per immettersi sulla statale del Brennero a San Michele e la notizia, naturalmente, sarà accolta con soddisfazione da tutti gli abitanti del paese. La prima a rallegrarsi della notizia è il sindaco Clelia Sandri: «Sappiamo tutti che questa bretellina porterà dei preziosi benefici a San Michele, allentando la morsa del traffico e riducendo l’inquinamento, oltre alla minore pericolosità per gli abitanti, costretti a convivere da anni con volumi di automezzi pesanti che compromettono la vivibilità del paese. Però, nonostante la preziosa attenzione prestataci dagli uffici provinciali e della società autostradale, da troppo tempo si accavallano le promesse e buone intenzioni; non potrò crederci finché non vedrò le ruspe al lavoro».
La storia della bretellina ebbe inizio nel 2007 quando Silvano Grisenti, all’epoca presidente di Autobrennero, incontrò le amministrazioni comunali di Mezzocorona e San Michele informando che la società doveva assolutamente rifare il sovrappasso autostradale della Cacciatora per la sua vetustà. L’ipotesi fu di costruire provvisoriamente un ponte Bailey a fianco del viadotto che sarebbe stato demolito, ma gli amministratori dell’epoca ne approfittarono per chiedere una soluzione definitiva, ossia realizzare quel chilometro e mezzo di collegamento prima di demolire il ponte. Autobrennero rispose che non avrebbe realizzato l’opera fin quando Roma non le avesse rilasciato la proroga della concessione autostradale. Nel frattempo, fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Provincia, nella persona del suo vicepresidente Alberto Pacher, e i comuni interessati dalla costruzione del biodigestore di Cadino. L’accordo consisteva nell’impegno della Provincia di farsi carico finanziariamente della costruzione della bretellina progettata da Autobrennero. Però, la questione si complicò: intervenne la Snam, facendo presente che, per questioni di sicurezza, doveva essere spostato il metanodotto lungo l’argine della Fossa di Caldaro nel tratto interessato dalla bretellina. Dal braccio di ferro tra Provincia e Autobrennero, scaturì il progetto di fattibilità presentato pubblicamente a San Michele dal dirigente provinciale Luciano Martorano; unica perplessità il costo che si aggirava sui cinque milioni di euro, su cui incideva notevolmente lo spostamento dei servizi e, nel caso specifico, un milione di euro serviva solo per lo spostamento del metanodotto. Nel settimo aggiornamento del Piano della viabilità, approvato nel dicembre dello scorso anno, la giunta provinciale inserì l’importo di 300.000 euro per le procedure di esproprio. Ma ne mancavano altri 700.000 per completare i lavori di spostamento del metanodotto. Dopo la delibera di ieri, la somma destinata alla bretellina è finalmente arrivata a quel fatidico milione di euro e adesso tocca alla Provincia avviare la procedura di appalto, mentre la bretella sarà costruita interamente con i soldi dell’Autobrennero; il nuovo collegamento passerà poi sotto la gestione del Servizio strade della Provincia.

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