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Idrogeno per la ferrovia 

Cambiamenti per la Trento-Malé

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Cambiamenti in vista per la Trento - Malé: dopo il nuovo modello di esercizio in partenza a dicembre per la linea della Valsugana, lo studio per la linea verso la val di Sole è in fase di avvio, ed entro il 2019 si conta di definire i punti centrali di intervento. A dirlo è il mobility manager della Provincia, Roberto Andreatta, che ieri è intervenuto ad un convegno sulla sostenibilità nel settore ferroviario, tenutosi ieri pomeriggio a palazzo Perlerhof, a Mezzocorona. L'appuntamento, organizzato dall'associazione «Sustainable economy» guidata da Luca Bazzanella, ha visto diversi interventi sul tema dell'idrogeno nei collegamenti su rotaia. Tra l'illustrazione di progetti di ricerca ed esempi di treni già a regime, il dirigente provinciale, che nel suo intervento ha elencato una serie di cifre sul costo del trasporto pubblico, ha ribadito la necessità, per il territorio, di puntare sulla «valorizzazione dell'esistente». «All'inizio dell'anno abbiamo avuto l'ok da Rfi, e nel 2020 partiremo con i lavori per il ripristino della fermata di Calliano. Per la Trento - Malè, da un lato abbiamo la necessità di migliorare la velocità e il numero di corse, e dall'altra di agevolare la mobilità dei turisti: anche per questo credo che tra i punti che andremo a definire entro il 2019 il nodo centrale sarà un interscambio a Mezzocorona, in modo che i convogli della linea possano incrociarsi con quelli della tratta Brennero - Verona».
Alla domanda chiave dell'incontro, «Quale futuro per il Treno delle Dolomiti?» ha provato a rispondere, portando un esempio concreto di mobilità sostenibile, anche l'ingegner Marco Barale del colosso Alstom, uno dei big a livello mondiale nel settore delle costruzioni ferroviarie. A settembre, infatti, è entrato a regime in Germania un treno a idrogeno, il Coradia Ilint. «Un treno a zero emissioni, dai rumori bassissimi e completamente sostenibile. E, soprattutto, con le stesse performance di un treno diesel». Anche l'Italia si sta però attrezzando, con un progetto pilota, in Toscana, per avere convogli a idrogeno. Il Trentino, nel progetto, è un partner osservatore, «ma al momento stiamo studiando la questione solo ed esclusivamente per le due linee in esame», ha poi precisato Luigi Crema, della Fondazione Bruno Kessler, coordinatore di un'unita di ricerca sui sistemi energetici, legati in particolare alle questioni dell'idrogeno e delle rinnovabili. Una risposta alla domanda del candidato di Progetto Trentino Marino Simoni, che ha auspicato soluzioni del genere anche per il Treno delle Dolomiti. «Si torni a investire su ferro e idrogeno», ha rilanciato Giacomo Bezzi, altro candidato presente in sala. «Ci dovremo presto misurare con le Olimpiadi invernali, io mi auguro che sul tema del trasporto ferroviario sia l'occasione per generare investimenti di livello», è stato l'auspicio di Massimo Girardi, presidente di Transdolomites. «Soluzioni integrate che in alcuni tratti prevedano l'utilizzo di un treno a idrogeno sarebbero auspicabili», è l'idea di Filiberto Dal Molin, presidente del comitato per l'anello ferroviario delle Dolomiti. «Se riuscissimo a connettere Cortina con il Trentino - Alto Adige si realizzerebbe un asse di livello turistico elevatissimo, da Venezia al Mare del Nord».

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