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Danno erariale, «Welcome Lavis»

nel mirino della Corte dei Conti 

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La Procura della Corte dei conti e la Procura della Repubblica di Trento stanno svolgendo delle verifiche sul Consorzio di commercianti «Welcome Lavis».

L’ipotesi della Procura contabile è che vi sia stato un danno erariale per contributi pubblici che sarebbero stati percepiti indebitamente, richiesti per l’organizzazione di manifestazioni «finalizzate alla valorizzazione di luoghi storici del commercio». La Procura procede invece per truffa aggravata.

Il caso, citato nella relazione annuale del procuratore regionale della Corte dei conti, Marcovalerio Pozzato, riguarda presunti abusi e falsificazioni nella presentazione di documentazione per ottenere i contributi provinciali.

Gli accertamenti, che hanno portato ad un atto di citazione nei confronti del presidente del Consorzio e di un pubblicitario, hanno imboccato un doppio binario, sul versante amministrativo contabile, e su quello penale. La Guardia di Finanza ha infatti svolto accertamenti in ordine ai contributi erogati dalla Provincia Autonoma di Trento in favore del Consorzio Welcome Lavis, ai sensi della legge provinciale sul commercio.

Dalle indagini svolte è appunto emersa anche una fattispecie di responsabilità amministrativo-contabile inerente all’indebito conseguimento di contributi erogati dalla Provincia Autonoma di Trento in favore del Consorzio per la realizzazione, a partire dall’anno 2011, di manifestazioni finalizzate alla valorizzazione dei luoghi storici del commercio del Comune di Lavis.


Dalla relazione svolta dalla Polizia Tributaria emerge che sarebbe stata accertata l’esistenza di un collaudato sistema di frode ideato e posto in essere dal pubblicitario, socio e vicepresidente di una nota agenzia di pubblicità, poi amministratore unico di altre due srl attive nel ramo consulenze pubblicitarie cui si appoggiava il Consorzio.

L’uomo, secondo gli inquirenti, nella sua qualità di fornitore unico di Welcome Lavis, avrebbe ideato una serie di artifizi indirizzati all’ottenimento illecito di contribuzioni della Provincia falsificando la documentazione di spesa.

Secondo le fiamme gialle, il pubblicitario, calcolate le spese effettive per la realizzazione dell’evento, quantificava gli importi che le sue società avrebbero dovuto fatturare (utilizzando voci come pubblicità, noleggio, personale di presidio) per ottenere un contributo provinciale pari agli esborsi reali: in questo quadro il contributo pubblico, anzichè coprire, in base alla normativa, il 40% dei costi, andava a finanziare al 100% quanto speso.

Le note spese artificiosamente «gonfiate» dai fornitori venivano successivamente presentate dal Consorzio con la finalità di ottenere dalla Provincia un contributo pari al 40% del fatturato. In questo modo - secondo gli inquirenti - le spese lievitavano illecitamente a mezzo di voci quali pubblicità, presidio, animazione.

Il tutto sarebbe stato quindi a conoscenza del presidente del Consorzio, che avrebbe fra l’altro affermato di avere accondisceso a questo sistema dopo avere appreso che tale modus operandi sarebbe stato adottato anche dagli altri Consorzi trentini operanti nel medesimo settore. Le cifre contestate si aggirerebbero sulle diverse decine di migliaia di euro.

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