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Affollato dibattito sui profughi,

ma il sindaco non c'è

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Serata molto interessante e partecipata, quella organizzata dal circolo del Partito Democratico della Rotaliana-Paganella sul tema dell’immigrazione l’altra sera in paese.
«La nostra intenzione – ha spiegato in apertura il segretario dem Sacha De Carli - è stata quella di proporre a tutta la popolazione un’informazione accessibile ed un confronto aperto e consapevole tra pensieri, percorsi ed approcci politici diversi. La straordinaria partecipazione – prosegue - ed il successo riscosso dalla serata ci dimostra che questo è possibile».
Una serata di riflessione sul fenomeno delle migrazioni e sulle politiche possibili. Relatori il giornalista Rai Raffaele Crocco (che è anche direttore dell’Atlante delle Guerre), l’assessore provinciale alle politiche sociali Luca Zeni ed il candidato del centrodestra per il Senato per il collegio di Trento Andrea De Bertoldi.  
Crocco ha parlato del fenomeno dell’immigrazione, partendo dall’Unità d’Italia: «Furono circa 10 milioni gli italiani che ad inizio del 1900 andarono via dal nostro Paese in cerca di condizioni di vita migliori. Oggi circa 2 miliardi di persone vivono senza accesso all’acqua potabile. Hanno il diritto di spostarsi per migliorare la propria vita. Questo accadrà finché non metteremo in atto dei progetti seri di cooperazione internazionale, non di breve durata, ma con una base di partenza almeno trentennale».
L’assessore Zeni, invece, ha sottolineato che le risorse destinate ai richiedenti asilo, circa 11 milioni di euro annuali, sono fuori dal bilancio della Provincia, essendo trasferimenti diretti dello Stato e della Ue. «Non togliamo nulla ai trentini – ha spiegato Zeni nel corso del dibattito – e ricordo che la microcriminalità non è in aumento, anzi i dati ci dicono il contrario. Sono in aumento, invece, le violenze in famiglia, con duecento denunce ricevute dalle forze di polizia nel corso del 2017. Noi – ha proseguito l’assessore – puntiamo a creare dei piccoli nuclei nelle comunità: ad esempio Baselga di Pinè, dove ci sono ospitati trenta richiedenti, è un modello da imitare».
Zeni non ha risparmiato critiche al sindaco di Mezzolombardo Christian Girardi, che non ha voluto essere presente al dibattito: «Qui sono presenti undici profughi. Abbiamo individuato una casa alla Rupe dove andranno altri nove richiedenti asilo. Il Municipio di Mezzolombardo è, purtroppo, ad alto tasso burocratico. Sono mesi che attendiamo due autorizzazioni per sistemare l’edificio».
Andrea De Bertoldi ha scosso il pubblico, ricevendo anche un applauso: «A sentire i colleghi relatori, mi sembra di vivere in un altro pianeta. La sicurezza dei cittadini è in pericolo, basti pensare al degrado di piazza Dante o della Portela. Noi – ha proseguito il candidato senatore – abbiamo altre priorità se andremo al governo: spenderemo 1 miliardo e mezzo di euro per un grande piano per la natalità».
Anche il pubblico ha voluto interloquire con i tre relatori con domande e provocazioni. Raffaele Crocco, ad esempio, ha parlato nel suo intervento di circa 200 mila giovani italiani emigrati nel 2017 per trovare lavoro all’estero, paragonandoli ai richiedenti asilo, circa 150 mila quelli entrati in Italia lo scorso anno. «Come fa – ha chiesto un signore del pubblico – a paragonare chi entra qui in maniera illegale, con i nostri cittadini che se ne vanno con aereo e lavoro già in tasca?». «Crede che non vorrebbero venire anche loro in aereo? La colpa – ha risposto il giornalista – è della legge Bossi-Fini che non permette di rilasciare visti d’ingresso agli africani».
Infine Silvano Bert, volto storico del Partito Comunista in Trentino, ha lanciato una raccolta libri per i richiedenti asilo ospiti alla residenza Fersina di Trento, dove lo stesso Bert si reca ogni pomeriggio per insegnare ai giovani africani la lingua italiana. L’ex comunista, che in passato ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale a Mezzolombardo, ha definito il comportamento del primo cittadino Girardi «inquietante» per la sua mancata partecipazione alla serata.

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