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Lavis, medico in pensione:

incognita sostituzione

Solo due i dottori disponibili. La Lega presenta un'interrogazione

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Tra pochi giorni, esattamente il 4 febbraio, il dottor Giuseppe Fontana andrà in pensione. Per decenni apprezzato e stimato medico di base di moltissimi lavisani, il dottor Fontana lascerà in dote i propri pazienti ai colleghi in servizio su Lavis, che in base ai tetti numerici stabiliti dagli accordi sindacali hanno ancora la possibilità di implementare il loro bacino-assistiti.
 
Da alcune settimane l’Azienda sanitaria ha recapitato ai pazienti del dottor Fontana l’avviso del suo prossimo pensionamento, con l’invito a rivolgersi all’ufficio preposto per scegliere il nuovo medico. La scelta, per quanto concerne i professionisti insediati a Lavis-Zambana (sette in totale), è fra il dottor Mohamed Bergol e il dottor Mauro Boso, gli unici con posti disponibili.
 
Traendo spunto da questa novità, il gruppo consigliare della Lega Nord ha presentato ieri un’interrogazione, paventando la mancata sostituzione del dottor Fontana e, a breve, di un altro dottore che - sostiene la Lega - potrebbe lasciare il suo incarico sul territorio. Situazione aggravata dall’allontanamento la primavera scorsa di Davide Iannone, il falso medico che a Lavis aveva esercitato per due anni senza essere laureato e che proprio ieri a Trento ha patteggiato 8 mesi di reclusione dopo aver risarcito 126 mila euro.
 
«A Lavis - scrivono i consiglieri Ceccato, Giongo e Moser - sembrerebbe che i medici che per vari motivi lasceranno il posto, non verranno sostituiti e, considerando che i cittadini di Lavis condividono i medici di base con Zambana e altri comuni limitrofi, non solo verrebbe meno la possibilità di scegliere liberamente il proprio medico di fiducia, ma il numero degli assistiti in capo ad ogni medico, se così fosse, aumenterebbe sensibilmente, con tutte le conseguenze immaginabili».
 
Chiedendo informazioni di dettaglio sui medici di medicina generale che offrono servizio sul territorio comunale, la Lega ne approfitta per segnalare anche «la difficoltà di accedere al servizio di Continuità assistenziale (guardia medica) nei giorni di sabato e festivi». 

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