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Bibliotecari oppressi

La burocrazia uccide

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«In?formazione» è il titolo del primo workshop che si è tenuto d Andalo per i bibliotecari del Trentino. L'iniziativa è stata fortemente voluta da Sara Guelmi , responsabile dell'Ufficio sistema bibliotecario trentino, una «tre giorni» durante la quale sono stati sviscerati i temi più vari: dall'aspetto della crescita culturale fino al profilo sindacale, dove alcuni bibliotecari hanno affermato che la burocrazia li impegna sempre più e si trovano pertanto in difficoltà ad amministrare il servizio all'utenza.

FRENATI DALLA BUROCRAZIA

«Quest'iniziativa è nata per una formazione dei nostri bibliotecari senza tralasciare l'aspetto umano - spiega la dottoressa Guelmi, responsabile dell'ufficio del sistema bibliotecario - e posso dire che è riuscita benissimo, poiché non si è trattato del solito corso di aggiornamento in aula, bensì di un momento di confronto». Tre giorni per conoscersi, oltre che per discutere delle novità di questo settore e affrontare i momenti formativi con l'intervento di esperti, con esercitazioni sulle varie discipline informative e comunicative, come la gestualità nella lettura o l'espressione nella recitazione dei testi. Un'esperienza positiva che i bibliotecari sperano di poter ripetere in futuro: l'ufficio di Guelmi intende organizzare questo workshop con cadenza annuale a rotazione fra le oltre cento biblioteche del Trentino includendo anche le biblioteche scolastiche e quelle specialistiche.

Il saluto di benvenuto è stato dato ai bibliotecari trentini dal sindaco di Andalo, Alberto Perli , che ha seguito personalmentealcune delle lezioni; per la parte organizzativa, il compito è stato affidato alla Biblioteca intercomunale della Paganella, mentre la logistica è stata curata dalla Paganella Booking.

I RISCHI DEGLI APPALTI ALLE COOP

Soddisfatti i bibliotecari che hanno finalmente potuto conoscersi di persona: «Anche i momenti conviviali servono per autoformarsi», ci ha detto uno di loro. Infatti, è attraverso l'autoformazione, scambiando opinioni e idee, che si raggiungono risultati migliori.
La «esternalizzazione del personale», ossia l'inserimento sempre più massiccio delle cooperative con operatori culturali in sostituzione dei bibliotecari, è stato il problema più discusso: il bibliotecario tradizionale, come ha pure evidenziato la dottoressa Guelmi, è in via di estinzione. Pertanto, organizzando il lavoro degli operatori culturali delle cooperative che si alternano in turni avvicendati nella gestione di più biblioteche, viene a mancare la figura del bibliotecario, quella persona di riferimento a cui si affezionavano gli utenti.

PERSONALE SCARSO

Sempre più biblioteche restano con una sola persona alle dipendenze del servizio provinciale, cosicché, quando ci sono corsi di formazione o assenze di altro genere per impegni di lavoro, la biblioteca rimane chiusa con un disagio per gli utenti. Infine, il bibliotecario è sempre meno operatore culturale e sempre più «ragioniere». La troppa burocrazia, anche per il semplice acquisto di un libro o per la gestione dei testi a disposizione, finisce per penalizzare il lavoro del bibliotecario e gli utenti stessi.

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