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Teli di juta nel lago di Terlago

per contrastare le alghe

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Con il posizionamento sul fondale di teli di juta non trattata, in una zona del bacino nord nel lago di Terlago è iniziata da alcuni giorni una sperimentazione per il contenimento dello sviluppo delle macrofite acquatiche invasive.Spesso ci si riferisce a questa vegetazione con il nome di alghe e possono infastidirci quando entriamo in acqua per un bagno. Sono macrofite come il Ceratofilo comune (Ceratophyllum demersum), il Millefoglio d’acqua (Myriophyllum spicatum) ed altre specie. Ma come si è potuto notare, soprattutto l’anno scorso, la loro crescita è anche di qualche metro, e l’effetto per chi si reca al lago d’estate può essere quello di rendere meno piacevole la balneazione.
 
Il Comune di Vallelaghi ha ben presente il problema che è stato studiato dall’Appa, l’Agenzia provinciale per l’ambiente. Nel 2013 l’ente provinciale ha iniziato a monitorare la vegetazione acquatica di Terlago ed ha così accertato la presenza di alcune specie, con una profondità di crescita di alcuni metri. Va detto che si tratta di una «biodiversità» subacquea che indica anche la qualità dell’acqua, ma che può essere fastidiosa, specie in prossimità della spiaggia, per chi fa il bagno. La crescita delle varie specie varia ovviamente da un anno all’altro e dipende da diversi fattori, fra i quali la disponibilità di luce che giunge alle piante attraverso l’acqua del lago e la temperatura stessa dell’acqua, elementi influenzati anche dall’andamento climatico. L’anno scorso, evidentemente in presenza di condizioni favorevoli, la crescita è stata evidente.
Il Comune di Vallelaghi ha ora in programma un intervento di sfalcio da effettuarsi in un’area definita e in un periodo ben studiato. È una soluzione alla quale si ricorre rivolgendosi solitamente a ditte specializzate: con un’imbarcazione apposita si taglia e si asporta la vegetazione subacquea. 
 
La sperimentazione avviata dall’Appa potrebbe però essere più conveniente. L’utilizzo di teli di juta sul fondale ha infatti un costo sensibilmente inferiore, e se la sperimentazione dovesse dare buoni risultati, potrebbe costituire un’alternativa al taglio. Quello che si mette in atto è in sostanza il principio della pacciamatura applicato in acqua: i teli ombreggianti di juta impediscono la crescita delle piante, così come avviene negli orti e nei giardini. Con l’ausilio dei Vigili del fuoco sommozzatori di Trento e la «regia» dell’Appa, nella zona scelta situata nel bacino nord del lago, con i teli di juta sono stati creati cinque «corridoi», con lunghezze di una decina di metri e larghezze di qualche metro. Nel corso della stagione l’Appa controllerà gli effetti della sperimentazione.

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