Lases, concessione revocata alla Balkan Porfidi

La Balkan Porfidi e Costruzioni srl non è più concessionaria del piazzale di lavorazione in località Dossi Grotta, a Lases. A revocare la scrittura privata con cui veniva prorogata la concessione dell’area alla ditta con sede legale a Pergine, in via Monti Pallidi 7, è stata l’Asuc di Lases, proprietaria della p.f. 617.
 
La Balkan Porfidi è salita tristemente alla ribalta per il selvaggio pestaggio di un operaio cinese, Hu Xupai, avvenuto il 2 dicembre 2014 proprio nel piazzale oggetto della delibera dell’Asuc. Un atto violentissimo, per il quale gli allora contitolari macedoni della Balkan Porfidi Bardul Durmisi e Selman Hasani, oltre ad Arafat Mustafa della Mustafa Stone Projects srl, sono stati condannati la scorsa settimana a 2 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno per lesioni aggravate e sequestro di persona e al risarcimento dei danni fisici e morali subiti dal lavoratore, finito in ospedale per le gravi lesioni riportate.
 
Dunque, già non c’erano buone premesse per la continuazione dell’attività della Balkan Porfidi, dopo i fatti del 2014; ma non è stato questo a indurre l’Asuc a ritirare la scrittura privata registrata a Trento il 9 febbraio 2012, con la quale si concedeva all’impresa (di cui erano soci anche Musadje Durmisi e Ilahie Durmisi) la proroga in uso del piazzale fino al 31 dicembre 2016, a un canone di 3.148,36 euro annui.
È stata invece la cessione delle quote societarie a un cittadino di nazionalità cinese domiciliato a Boscoreale (Napoli), Youhui Yang, che il 10 marzo 2015, ossia tre mesi dopo il pestaggio, ha rilevato la proprietà, assumendo la carica di amministratore unico, fino ad allora in capo a Musadje Durmisi. L’atto di proroga della concessione prescriveva infatti che qualunque cambiamento nell’assetto societario avrebbe dovuto essere comunicato preventivamente all’Asuc, con la richiesta di autorizzazione. E che l’Asuc avrebbe potuto revocare immediatamente la concessione qualora la modifica fosse intervenuta senza preventivo assenso.
 
Il Comitato frazionale che guida l’Asuc, il 23 giugno 2016 si era già riunito per introitare la cauzione di 1.750 euro versata dalla Balkan a garanzia degli obblighi, visto che la stessa ditta non aveva versato la prima rata di affitto per il 2016; poi aveva inviato all’azienda una diffida per chiedere il ripristino della cauzione: e qui, verificato che nella sede legale di via Monti Pallidi 7 non esisteva più la ditta, l’Asuc ha appurato che il legale rappresentante non era più Durmisi ma Yang. Il 29 settembre, ha dunque deciso di revocare la concessione e introitare gli altri 1.400 euro di cauzione depositati, a copertura della seconda rata di affitto del 2016. 
 
Resta un problema: chi pagherà Hu Xupai, cui il Tribunale di Trento ha riconosciuto in luglio il diritto ad avere quasi 35mila euro per il lavoro svolto e mai retribuito, oltre a 20mila euro di provvisionale per il pestaggio?

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