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L'impianto di Cembra non va

e allora il Comune non paga

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La campagna elettorale entrata ormai nel vivo in vista delle elezioni del nuovo comune Cembra Lisignago, inevitabilmente continua ad intrecciarsi con le tormentatissime vicende dell’impianto di gassificazione e teleriscaldamento voluto dall’ultima amministrazione di Cembra guidata dalla sindaca Antonietta Nardin e realizzato dalla ditta Pyro-Max di Arco.

L’avverbio «inevitabilmente» si impone, visto che la gestione di questo rapporto a partire dal 1 gennaio 2016 - per quel che concerne la parte pubblica - è passata in capo alla commissaria straordinaria Barbara Lorenzi, a cui la Provincia ha affidato le redini del neo costituito comune per portarlo alle elezioni. Questo comporta che nel comune di Cembra Lisignago il piano politico e quello tecnico siano per il momento completamente scissi, con i continui sviluppi in negativo relativi all’impianto di gassificazione e teleriscaldamento,  a fare da sfondo alla campagna elettorale.

Dopo la scoperta che l’impianto nel suo complesso non ha ancora superato il collaudo per mancanza dei filtri necessari per far funzionare i tre motori e la diffida del Comune alla ditta a mettersi in regola, si è appreso nei giorni scorsi che la Pyro-Max il 16 marzo scorso aveva comunque richiesto al comune il canone di manutenzione e conduzione dell’impianto a partire da settembre 2014, per un importo di 65 mila euro.

La risposta del comune è stata nella sostanza «picche». Riferendosi agli allegati A e B del capitolato speciale di appalto predisposti dalla stessa ditta Pyro-Max, la commissaria Lorenzi ha fatto notare nella replica come il canone «full service» pari a  2.000 euro mese più una quota variabile pari a 48 euro ogni M.Watt prodotto, sia dovuto solo per la manutenzione dell’impianto di gassificazione e non per la manutenzione della caldaia di riserva alimentata a cippato (utilizzata per riscaldare gli edifici pubblici collegati al teleriscaldamento), «posto che se l’impianto di gassificazione funzionasse, il riscaldamento sarebbe garantito dallo sfruttamento del calore residuo derivante dal raffreddamento dei tre motori impiegati per la produzione di energia elettrica».

Citando il certificato di fine lavori prodotto il 15 giugno 2015 «senza riserve e con decorrenza retroattiva al 13 marzo 2015 con un ritardo accertato di 169 giorni», il comune ne approfitta per sottolineare come tuttavia «alla data della presente l’impianto di cogenerazione non è in funzione nemmeno parzialmente e ciò comporta un grave danno per il Comune di Cembra conseguente al mancato introito dei proventi G.S.E. per la produzione di energia elettrica. Tali introiti sono stati quantificati dalla ditta Pyro-Max in euro 447.951 annui».

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