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Nella lite fra Tione e Saone 

arriva la seconda sentenza

(vince il Comune sull'Asuc)

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È arrivata la seconda sentenza, quella d’appello, sulla causa intentata dall’Asuc di Saone contro il Comune di Tione e vi si ribadisce la legittimità delle azioni del Comune. La vicenda che ha suscitato grande clamore nella piccola frazione saonese, è iniziata con un riordino tavolare avviato dall’amministrazione comunale nel quale erano incluse anche una serie di particelle non gravate da uso civico sul territorio della frazione di Saone - in particolare la particella, in parte boschiva in parte artigianale, che circonda la discarica di Zuclo - per un totale di circa 4 ettari e mezzo. Particelle che pur non essendo gravate al momento da uso civico, secondo l’Ausc di Saone avrebbero dovuto esserlo e quindi il Comune di Tione avrebbe dovuto interpellare l’Asuc prima di procedere al riordino tavolare.
Dopo che il Tar di Trento aveva dichiarato la sua impossibilità di trattare il ricorso presentato dall’Asuc per chiedere l’annullamento della delibera del consiglio comunale di Tione del 22 marzo 2012, che riordinava le partite tavolari relative agli immobili di proprietà comunale sui catasti di Tione, Tione I e Saone, l’amministrazione degli Usi Civici aveva portato la sua causa davanti al tribunale ordinario di Trento che però, in una prima sentenza ha rigettato le ragioni dell’ente saonese. La sentenza di appello ha nuovamente accolto la difesa del Comune di Tione: «Tutto il patrimonio demaniale dell’ex Comune di Saone, estinto per aggregazione - si legge nella sentenza -
è confluito fin dal 1928 nel patrimonio del Comune di Tione e, nell’ambito dell’attribuzione dei diritti di uso civico riconosciuti alla neo-costituita frazione di Saone, dal 1934 le particelle edificali 72, 173, 244, 245, 314, 315, 258, 299, 300, 305, 306 e 307, 154 sono state escluse dall’assoggettamento a diritto di uso civico che grava invece sul resto del corpo tavolale P.T. 30 CC di Saone. Considerata quindi tale esclusione e l’appartenenza al patrimonio comunale dei beni controversi nonché i limiti e la funzione della competenza dell’Asuc […] non si ravvisa in capo all’appellante la legittimazione ad agire per la rivendicazione, l’usucapione o la tutela di beni che non sono assoggettati all’amministrazione del comitato e dei quali la collettività degli abitanti della frazione di Saone non ha alcuna titolarità sostanziale né formale trattandosi di beni del patrimonio demaniale del Comune di Tione». Il giudice osserva inoltre, che «non è ravvisabile alcun interesse attuale e concreto a richiedere la disapplicazione della delibera» in quanto «nessuna lesione all’estensione della titolarità né dell’esercizio dei diritti di uso civico, come riconosciuti ai residenti della frazione di Saone e amministrati dall’Asuc, potrebbe derivare dall’intestazione formale al Comune di Tione dei beni allibrati all’estinto Comune di Saone». Una bocciatura su tutta la linea per il direttivo dell’Asuc di Saone che ora dovrà valutare se procedere ulteriormente per vie legali o meno. «Ci sono due sentenze a favore del comune di Tione, su una causa che non abbiamo iniziato noi – sottolinea il sindaco di Tione Eugenio Antolini (foto) - credo che dopo due sentenze nelle quali oltretutto nella prima le spese legali erano interamente a carico dell’Ausc di Saone, questa volta sono in compensazione fra le parti ma si tratta in ogni caso sempre di soldi pubblici, sarebbe il momento di fermarci un attimo a ragionare sul tutto e ritornare a dialogare fra amministratori alla luce di quanto ha stabilito il giudice. Penso che possa essere un momento importante per tornare a dialogare e capire assieme come si può uscire da questo conflitto».

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