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Castel Condino, la festa

per i 65 anni degli alpini

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Una comunità che si è stretta attorno ad uno dei propri simboli più cari. È successo stamani a Castel Condino dove è stato celebrato il 65° anniversario di fondazione del locale guppo alpini con una cerimonia alla quale ha partecipato il vicepresidente della Provincia, Mario Tonina che, accogliendo l’invito del capogruppo Stefano Salvetti e del sindaco Stefano Bagozzi ha portato assieme al collega Mattia Gottardi i saluti della Giunta provinciale di Trento.
Le celebrazioni - alle quali hanno preso parte numerose autorità tra le quali il senatore Andrea De Bertoldi e il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder - sono iniziate di buon mattino con l’alzabandiera ed il successivo ammassamento presso la Cappella di Via Darano.
Poi la messa officiata da don Michele e quindi la sfilata verso il monumento ai caduti.
«Siamo qui per festeggiare con voi ma soprattutto per dirvi grazie - ha detto il vicepresidente Mario Tonina - poiché è doveroso riconoscere quanto sia prezioso per le nostre comunità il vostro impegno, quotidiano, silenzioso, disinteressato. Sessantacinque anni sono un bel traguardo, fatto di momenti belli ma anche di situazioni difficili, però sappiamo che ad affrontare le difficoltà in prima linea c’erano sempre anche gli alpini. Persone cioè che fanno parte di quel grande mondo del volontariato che ha reso il Trentino quel territorio che molti ci invidiano».
Il gruppo alpini di Castel Condino si è costituito nel 1954, a 9 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, quando le comunità erano alle prese con una difficile opera di ricostruzione, anche del tessuto sociale. Allora l’obiettivo era quello di ricreare i motivi dello stare insieme, allontanando la solitudine di quanti per la guerra erano rimasti senza i propri cari o avevano perso la casa o i campi.
Ecco perché a dire grazie agli Alpini oggi c’era un’intera comunità che ha voluto far festa con le note della fanfara di Pieve di Bono e l’affetto del mondo associazionistico e culturale della zona. Un segno tangibile del grande lavoro che le penne nere svolgono in ogni occasione in cui la comunità ha bisogno di loro.

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