Vandali sul sentiero di montagna Decapitata la Madonnina

di Giuliano Beltrami

C’è un limite alla barbarie? La decapitazione della Madonnina dei sentieri avvenuta la scorsa settimana è lì a sentenziare che il limite è stato superato. Bocca di Cablone, sulle montagne di Bondone, là dove corre il confine fra il Trentino e la Lombardia, non distante da cima Tombea e dalle sue testimonianze della Grande Guerra, spartiacque fra il lago d’Idro ed il suo fratello maggiore lago di Garda.
Qui domenica 5 luglio 1998 Tullio Cremonesi dava il benvenuto a nome dell’Opera Bresciana Chiesette Alpine ai tanti che avevano accolto l’invito all’inaugurazione della Madonnina dei Sentieri, statua messa a dimora l’anno precedente lungo l’itinerario del Sentiero della Pace intitolato a Monsignor Antonioli, in ricordo di Padre Faustino Cimarolli da Bondone, della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe Marello, missionario in Perù dal 1949 al 1995, anno della sua morte, e lì sepolto per sua volontà a Barranco/Lima. La statua ha resistito agli attacchi naturali per 21 anni, ma nulla ha potuto contro l’imbecillità umana.

Era stata donata dai nipoti di Padre Faustino delle famiglie Ferrari e Cimarolli. Il giorno dell’inaugurazione a Bocca di Cablone c’era molta gente, insieme ai sindaci di Bondone e Magasa, ai confratelli di Padre Faustino ed ai sacerdoti della zona. Il ricordo dei paesani è carico di orgoglio per quel figlio della comunità che si è speso per stare in mezzo ai poveri di un altro mondo; ed è pieno di rimpianto per gli indios di Huacrachuco, il “pueblo” sulle Ande peruviane nel quale il padre trentino stette per quasi 35 anni, condividendo con quella gente un’esistenza difficile.

In occasione della festa estiva la Madonnina richiamava dal Perù i vari confratelli a ricordare Padre Faustino con una partecipazione ogni anno sempre più numerosa e sentita.

Nei suoi oltre 45 anni di missione non ha predicato solo il Vangelo, ma ha fatto l’agronomo, il muratore e l’impresario nella costruzione di chiese e strade per collegare paesi raggiungibili solo da mulattiere. Per la sua opera evangelica, ma soprattutto per l’impegno sociale, il 25 agosto 2008 ad Huacrachuco, dov’era stato dall’autunno 1958 a tutto il 1992, è stato inaugurato un busto del missionario, realizzato in granito e benedetto da Monsignor Dante Frasnelli, vescovo emerito, nativo di Dardine, in Val di Non.

Lungo è l’elenco di coloro che ogni anno sono saliti ad onorare la memoria di Padre Faustino: una lista che comprende parroci, missionari ed amministratori. Ma soprattutto tanta gente comune, che ha voluto dedicare un po’ del proprio tempo libero per ricordare una persona speciale.

Dal 2013, grazie ai vicesindaci di Valvestino Antonio Bonomi e di Magasa Tommaso Mazza, è iniziata la collaborazione per organizzare la ricorrenza insieme ai nipoti e volontari di Bondone e Baitoni.
«La nostra Madonnina dei Sentieri è qui davanti che ci guarda: mettiamo il nostro cuore vicino al suo», scandì il 15 luglio dell’anno scorso Gianpaolo Capelli nella prolusione alla cerimonia.
Purtroppo qualcuno le ha impedito di continuare a guardare il mondo.


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