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Pinzolo, con il sindaco Cereghini

altri cinque indagati: bufera

su Apt e gare d'appalto

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Ci sono sei indagati nell’inchiesta che ha portato all’allontanamento del sindaco di Pinzolo Michele Cereghini. Per alcuni di loro la procura ha chiesto la misura interdittiva dagli incarichi all’interno dell’Apt o dell’amministrazione comunale. In questo caso la procedura prevede che l’indagato, assistito dal proprio legale di fiducia, venga interrogato dal giudice per le indagini preliminari. All’esito del confronto lo stesso giudice deciderà poi se applicare o meno la misura cautelare richiesta.

Gli interrogatori verteranno solo sull’appalto da 100 mila euro per il noleggio e l’installazione delle luminarie natalizie nell’inverno 2018-19. Per questa vicenda la procura contesta il reato di turbata libertà degli incanti allo stesso sindaco Michele Cereghini; all’assessore ai grandi eventi del Comune di Pinzolo Giuseppe Corradini; ad Adriano Alimonta in qualità di presidente del consiglio di amministrazione dell’Apt di Pinzolo e Madonna di Campiglio; al direttore della stessa Apt Massimo Collini; a Giorgio Ferrari in qualità di presidente del collegio sindacale dell’Apt.
Naturalmente, è bene precisare che si tratta di accuse ancora tutte da dimostrare.

L’iscrizione nel registro degli indagati non va considerata come una prognosi di colpevolezza ma è una garanzia nei confronti di chi è sottoposto ad indagini.

Secondo le indagini condotte dalla Guardia di finanza gli indagati, pur con ruoli diversi, avrebbero favorito l’aggiudicazione dell’appalto. In particolare sindaco e assessore avrebbero promesso un contributo pari all’appalto, circa 100mila euro, all’Apt affinché la gara venisse effettuata dalla stessa azienda per il turismo con modalità privatistiche. A vincere l’appalto sarebbe stato lo stesso soggetto che si era aggiudicato la fornitura delle luminarie negli anni precedenti, e che aveva potuto - secondo l’accusa - predisporre l’offerta in anticipo rispetto agli altri concorrenti. Si tratta di un’azienda bresciana che però certo non ha fatto un buon affare a Pinzolo visto che il lavoro non è stato ancora pagato.

«Affronteremo l’interrogatorio con la massima serenità - si limita a dire l’avvocato Nicola Stolfi, difensore di Alimonta - tutto è stato fatto nel rispetto delle regole. Le ragioni cautelari a nostro avviso sono insussistenti. Le luminarie sono state realizzate, non è stato arrecato alcun danno alla comunità, ma anzi ne ha beneficiato l’intera vallata».

Una seconda ipotesi di turbativa d’asta riguarda invece il solo sindaco Cereghini e vede anche una seconda persona indagata. In questo caso gli inquirenti contestano le modalità di assunzione di un addetto stampa presso il Comune di Pinzolo, attraverso la «sponsorizzazione» di una persona a lui vicina e la predisposizione di un bando che sarebbe stato «confezionato» su misura. Il terzo capo di imputazione riguarda invece il solo Cereghini. L’ipotesi di reato in questo caso è peculato per l’uso di un’auto dell’Apt per raggiungere Sestriere.

«Sono sereno - ha scritto in una nota Cereghini - e respingo ogni accusa perché confido nel lavoro della magistratura, organismo nel quale ripongo da sempre massima fiducia».
Magistratura con cui il primo cittadino allontanato dal suo Comune nei prossimi giorni avrà un confronto diretto.

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