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Hotel nelle Esteriori, venduti

Villa di Campo e Bel Sit

Due cambi in poche settimane per le località termali

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L'Hotel Villa di Campo, appena venduto

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È un valzer di cambi di proprietà fra le strutture alberghiere delle Giudicarie Esteriori. 
Si sta perfezionando, ormai è solo questione di chiudere le formalità, la vendita dell’Hotel Bel Sit, all’ingresso della località di Ponte Arche, e fra poche settimane l’attuale gestione lascerà il posto ad un nuovo proprietario: ad acquisire la struttura alberghiera sono stati Mirko Rigotti e la moglie Elisa. Rigotti la cui famiglia è titolare della Residenza ristorante pizzeria Scoiattolo, a pochi passi proprio dal Bel Sit. Un investimento che non si vedeva da tempo nella località termale.
 
«Speriamo che si sviluppino le Terme - spiega Mirko Rigotti - poi logicamente gli imprenditori hanno semrpe fiducia nel futuro e nel proprio territorio quindi abbiamo deciso di fare questo passo. Le ultime due stagioni allo Scoiattolo sono andate bene, ecco la speranza è che le cose vadano sempre meglio soprattutto con uno sviluppo del comparto termale».
 
Spostandosi poi di qualche chilometro, a Campo Lomaso, Villa di Campo è passata di proprietà a Lucio Piana, già proprietario dell’Hotel Milano di Tione, recentemente affidato in gestione e aperto la scorsa estate dopo molti anni nei quali è mancata una struttura ricettiva nella località. «Servono parecchi lavori - spiega Piana - Al momento c’è ancora la gestrice precedente, persona molto in gamba. In questo periodo stiamo ragionando su cosa e come farlo, con dei professionisti del settore valuteremo a quale mercato e clientela rivolgerci e come farlo, su quale settore concentrarci. Io vedo grandi potenzialità in questa struttura, non c’è un’altra Villa di Campo, è unica, e questo è un valore aggiunto non da poco».
 
L’acquisto di Villa di Campo è stato concluso da poco più di un mese e il futuro è ancora da decidere: «Ci sono degli impegni nei prossimi mesi già presi dall’attuale gestrice - spiega Piana - per cui conclusi quelli faremo dei lavori per essere pronti per l’estate, è ancora tutto molto in divenire. Per il momento, abbiamo chiamato un paio di esperti del settore per capire su cosa concentrarci». 
 
In poche settimane, due movimenti importati nel mondo alberghiero delle Giudicarie Esteriori e anche per il Sayonara, sempre a Ponte Arche, si parla di una vendita imminente. È invece Mario Bridi, gestore dell’Hotel Al Cervo, a smentire le voci che vogliono l’hotel in chiusura: «Sicuramente farò anche la stagione estiva - conferma - poi vedremo. La località termale è in una lenta agonia, perde due o tre punti percentuali ogni anno e non ci sono i margini per investire».
 
Non si tira indietro Bridi, quando gli si chiede un’analisi della situazione: «Non si vendono certo gli alberghi perché le cose vanno a gonfie vele, direi - spiega - ma al di là delle singole motivazioni, penso che ci sia una politica sbagliata da un ventennio di cui si stanno pagando le conseguenze. Lentamente ma sistematicamente le presenze calano ogni anno e i pazienti termali che arrivano qui sono lo 0,4% dei potenziali che in Italia soffrono di problemi di pelle. E qui ci sono Terme specializzate esattamente in questo. Di fatto gli albergatori si arrabattano come possono ma così non si va avanti senza un cambio netto di direzione che riporti a far crescere le presenze».
 
E in effetti anche i dati dell'ultima stagione estiva testimoniano che le cose non vanno benissimo. Il dato complessivo alberghiero di ambito, da marzo a ottobre 2018, registra sul 2017 un -4,8% negli arrivi e un -6,4% nelle presenze
Non arrivano buone notizie per gli alberghi dai numeri sull’andamento della stagione estiva forniti dall’Apt Terme di Comano Dolomiti di Brenta. La stagione ha chiuso con un dato complessivo (quindi considerando anche tutto l’extralaberghiero) certificato di 52.297 arrivi e 214.946 presenze. La differenza sul 2017 è di +0,5% arrivi e -2% presenze. I dati relativi al comparto termale, invece, segnano un calo del 2,6% nel numero di curandi, che sono stati 11.975; il 28% è rappresentato da clienti nuovi (3.145).
 
Entrando nel dettaglio del comparto alberghiero, dal 2016 al 2018 gli arrivi nella zona di Comano Terme e Stenico sono calati passando da 24.560 a 24.255 nel 2017 e infine a 22.692 nel 2018, mentre con numeri assoluti molto diversi la zona di San Lorenzo è cresciuta passando da 9.502 arrivi nel 2016, a 9.826 e infine 10.115 l’estate appena trascorsa, a Fiavè e Bleggio Superiore si è passati da 2.155 a 2.366 nel 2017 con una flessione a 1.863 arrivi nel 2018.
 
Andamento che si riflette anche nelle presenze: dove la zona Comano Terme e Stenico è passata dalle 109.936 presenze del 2016 alle 99.294 del 2018, San Lorenzo è cresciuta dalle 33.712 alle 25.915 nello stesso lasso di tempo e Fiavè con Bleggio Superiore è scesa dalle 9.123 del 2016 alle 6.999 di quest’estate. Le tre aree hanno strutture di peso molto diverso, in termini di posti letto, quindi le percentuali sono poco comparabili, ma si vedono due trend nettamente diversi fra la vacanze puramente termale e quella che punta anche su outdoor e territorio.

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