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La Comunità delle Giudicarie finanzia

il Parco Faunistico di Giustino

Stanziati 475 mila euro per trasformare l'ex cava Maffei

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La Comunità delle Giudicarie ha approvato la delibera di finanziamento per il Parco faunistico di Giustino: 475.000 euro per trasformare l’area che un tempo era la cava Maffei, ora bonificata, in un parco. 
Il contributo era stato stabilito all’interno del Fondo strategico territoriale nel dicembre scorso, dopo che il progetto preliminare oltre ad un’analisi di fattibilità e una lettera di intenti tra il Comune di Giustino e il Parco Adamello Brenta, avevano convinto le amministrazioni della Rendena a proporlo sul fondo come progetto di valenza sovracomuanle.
A marzo di quest’anno è stata siglata la convenzione fra i due enti per la progettazione che ora è affidata al Pnab per la fase esecutiva. Il costo complessivo dell’opera da progetto definitivo è di 720 mila euro, di questi 200 mila euro sono somme a dispsizione del Comune.
«L’obiettivo è di offrire - spiegano dall’amministrazione di Giustino - mediante la valorizzazione dell’ex cava, una innovativa proposta turistica, ma anche culturale, oltre che un’opportunità per il mondo dell’educazione ambientale. Residenti, ospiti e scolaresche potranno visitare l’ex cava alla scoperta della nostra storia, delle tradizioni montane, della biodiversità e della fauna selvatica che popola le nostre terre».
Il Parco, che sorgerà sull’area dell’ex cava Maffei oggi bonificata, sarà caratterizzato da due aree: una destinata a fattoria didattica con diversi animali domestici e da cortile e l’altra, collocata più a monte e con una parte boschiva e una prativa, dove si troveranno gli animali selvatici delle Alpi.
Ed è proprio quest’ultima l’offerta più attrattiva del nuovo parco: in una grande area recintata di circa 12 ettari vivranno animali selvatici seppur nati in cattività, come caprioli, camosci e stambecchi. I visitatori potranno entrare in questa zona solo accompagnati da un operatore che farà anche da guida: «lo spirito - spiegano a Giustino - è quello di entrare da veri ospiti, nella “casa” degli animali  che decideranno se rimanere nelle zone boschive più fitte o se avvicinarsi, permettendo l’avvistamento. Gli animali saranno liberi in un’area di adeguata grandezza». 
Il parco aspira ad essere visitabile tutto l’anno - e qui si è guardato anche al favorire la destagionalizzazione -: saranno accolti piccoli gruppi di turisti, studenti e curiosi che accompagnati da esperti potranno entrare nell’area riservata alla fauna selvatica, percorrendo un sentiero didattico - naturalista ad anello per ammirare le varie specie botaniche, animali e minerarie della zona. Si partirà a piedi da Casa Diomira, che oggi ospita il cannone skoda recuperato dalla Presanella, per entrare nella parte della fattoria didattica e poi nell’area più selvaggia. 
Nella parte fauna selvatica, secondo lo studio faunistico, dovrebbero essere ospitati complessivamente una quindicina di animali e rientrando sul percorso ci sarà un balcone panoramico rivolto verso la miniera di felspato di Giustino, un pezzo della storia economica di queste zone, che rimase attiva fino ai primi anni Ottanta. Quella che si vedrà in lontananza è la cava Armani, e proprio per quest’area c’è un’altra idea, per ora solo un desiderio visto che non ci sono finanziamenti attivi al momento: quella di ampliare il parco sfruttando anche quest’area per ospitare altri animali, cervi o magari orsi problematici. Ma questo è un sogno, al momento. Per ora partirà il parco faunistico sull’area ex Maffei e l’obiettivo dell’amministrazione di Giustino è quello di fare la gara d’appalto durante l’inverno per arrivare all’inaugurazione del Parco nell’estate del 2019.

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