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A Castel Lodrone un set per film porno

E in valle spopola il video hard core

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Nel 2012 (era tempo di elezioni) venne l’allora assessore provinciale alla cultura Franco Panizza ad annunciare il restauro, davanti ad una folta platea di amministratori: castel Lodrone, o castello di Santa Barbara, sarebbe diventato una «attrazione turistica senza pari».

E invece in questi giorni si parla del castello in tutto il Chiese (ma anche nel Bresciano) per le gesta erotiche di tre attori porno immortalati in ogni posizione possibile, proprio intorno alle possenti mura del maniero.

Il film si intitola «Una sorella facile» e narra le gesta di un fratello e sorella (finti) in visita ai ruderi: «Ci viveva una castellana che faceva l’amore con i suoi uomini e poi li uccideva» narra lei. E infatti poco dopo nel boschetto sotto le mura i due trovano il fantasma della dama. Inutile dire che da lì in poi gli attori restano nudi e ne combinano di tutti i colori, con lo sfondo della vallata sottostante.

Il castello è sempre in attesa del restauro, di cui in 5 anni (e passate le elezioni) si è persa traccia. Nel 2012 Panizza, insieme al dirigente Sandro Flaim e alla giunta di Storo, annunciò l’arrivo di 2.200.000 euro per un intervento di restauro e consolidamento. E nella serata era stato fatto vedere anche lo studio di fattibilità predisposto dall’architetto Marco Radoani.

Nel 1988 l’allora Servizio beni culturali della Provincia cominciò ad intervenire per restaurare e consolidare. Furono spesi grosso modo 800 milioni di lire per sgomberare le macerie, consolidare gli avvolti e le teste delle murature. Ma poi tutto si fermò, e al cancello d’entrata è stato apposto un pesante lucchetto. Motivi di sicurezza.
Il lucchetto ha fermato anche la misteriosa troupe cinematografica che non è potuta entrare.

Ma il film porno (un’ora e mezza di durata, la prima metà al castello, la seconda sul lago di Garda, poi di nuovo al castello) è stato girato ugualmente. E nel Chiese passa di mano in mano il magico «link» per poterlo vedere su un noto sito hard.

Memorabile la parte finale con tre (finti) operai che guardano le rovine e dicono che «qua è un lavoro lungo». Discutono di ponteggi con il capocantiere, e concordano che è meglio intervenire affinché nessun osi faccia del male, «ma è da ristrutturare, ci vorrà un anno e mezzo», per essere poi raggiunti nuovamente dal fantasma della dama che ne combina di tutti i colori. Ad esempio, nuda, si arrampica sul cancello di ferro e a gambe larghe si concede ai tre operai che sono sotto. Per la location, una pubblicità che non ci voleva.

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