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«Slalom delle Audi:

offesa alla montagna»

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Va bene che Madonna di Campiglio ha un accordo di sponsorizzazione «totale» con Audi, e da anni ormai ogni spazio pubblicitario (dalle cabine degli impianti agli striscioni sulle piste) è targato «Quattro». Ma da questo a lasciar scorazzare due pesanti Suv Audi sulle piste, c'è una bella differenza. E il video realizzato dalla Audi a Campiglio in dicembre fa discutere il mondo della montagna.
L'accusa l'ha lanciata Alessandro Gogna, alpinista di fama internazionale, storico dell'alpinismo, guida alpina e opinion maker sulla problematica turistico-ambientale della montagna. Nel suo «blog» nei giorni scorsi ha scritto: «Sono rimasto assai colpito, a dispetto delle valanghe di cattive notizie che ci arrivano tutti i giorni dal fronte ambientale, da un episodio che ha avuto teatro quest'inverno sulle piste di Madonna di Campiglio».
Gogna riepiloga: «Due Suv della Audi sono scesi in slalom parallelo dalla pista nera Nube d'Oro, da Monte Spinale a malga Montagnoli. Sì, proprio quella pista inaugurata l'11 dicembre 2010 dal presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai (oggi deputato, ndr) e dal presidente della società impiantistica Marcello Andreolli. Naturalmente nell'ambito di un "progetto più ampio di riqualificazione". Sono 1270 metri di lunghezza per 300 di dislivello».
 
«La Audi è sponsor principale della competizione di Coppa del Mondo 3 Tre Audi Fis Ski World Cup. Inizialmente infatti il progetto era di scendere proprio la 3 Tre e non la Nube d'Oro, poi le condizioni hanno sconsigliato gli organizzatori che così hanno preferito l'opzione B».
«Ma ciò che mi ha fatto davvero urlare sommessamente allo scandalo - prosegue Gogna - è il proclamato divieto di risalita accanto alla pista. "Proclamato" perché questo divieto è la prima cosa che appare sul video se uno entra nel sito www.funiviecampiglio.it e perché richiamato dai cartelli disseminati accanto alle piste. Se leggerete il racconto dell'impresa, vedrete che anche il pilota vede quelli che salgono accanto alle piste. "Ci mancava solo il pubblico!" è il suo commento finale».
L'articolo pubblicato su un inserto del Sole 24 Ore che racconta «l'impresa» è stato titolato «Trentino a tutta velocità». «Così invasivo, trionfalista quanto comunicante l'ignoranza e la prepotenza che stanno alla base di eventi-beffa di questo tipo, prima pensati, poi voluti e poi purtroppo permessi. Perdonate il Trentino perché non sa quello che fa, in questa "fast lane" di denaro e motori che lo sta divorando».
Alla critica di Gogna si aggiunge quella del professor Giorgio Daidola, docente di Economia aziendale e di gestione delle imprese turistiche all'Università di Trento dal 1975, direttore della Rivista della Montagna e dell'annuario Dimensione Sci per molti anni, grande esperto di montagna e di mare. «Vivo in Trentino da molti anni e purtroppo queste manifestazioni di pessimo gusto non mi stupiscono più. Qui - scrive - si vive ormai la prepotenza di un turismo delle emozioni artificialmente provocate.
 
Si tratta di strategie che premiano nel breve termine. Il lungo termine non interessa a impiantisti e politici, sanno benissimo che anche loro non sono immortali. L'ambiente naturale per loro non è che uno sfondo per un tracotante sfoggio di tecnologie. Basti pensare non solo alle Audi in pista, ma anche alle costose pubblicità in doppia pagina sul Corriere della Sera con un enorme battipista sulla neve perfettamente fresata, con sullo sfondo i Monti Pallidi. O a riviste marchette da aeroporto come "Dolomiti Première", che vengono spacciate per inni all'ambiente incontaminato, grazie ad alcuni articoli per coprire la promozione di un turismo culturalmente vuoto e inquinante. Anche il Padre Eterno sembra essersi accorto di queste nefandezze, negando la neve vera da queste parti. Siamo proprio ridotti male».
Ma il direttore delle Funivie Campiglio, Francesco Bosco, replica duramente: «Questa è una polemica assurda, le cose scritte sul blog di Gogna sono anche sbagliate». «L'Audi ci ha chiesto di fare qualche foto e un video il 10 dicembre, sulla neve artificiale: a essere impegnati sono stati 150 metri della pista Spinale Diretta e non della Nube d'Oro. 150 metri, non un km, percorsi per pochi secondi alle 7 di mattina in prossimità del rifugio Montagnoli. Poi con il montaggio si ricava di tutto, al giorno d'oggi». Dunque, una tempesta in un bicchiere d'acqua? «Peggio. Questi sono personaggi che devono alimentare il loro giro di puristi della montagna e non sanno neppure di cosa parlano».
 
 

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