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Oggi a l'addio ad Amalia

morta in un incidente

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Sono i giorni del dolore: giorni nei quali ci si rinchiude più volentieri nel silenzio e nel ricordo. «Ma è un ricordo personale», ammonisce un’amica di Amalia Molinari, «che non è necessario condividere con il pubblico». Altri hanno invece preferito affidarlo ai social media: su Facebook, sui siti. E sono tutte testimonianze che parlano di una Amalia sorridente, piena di vita, solare, di grande umanità. Lo capisci che non sono parole retoriche, ma sentite: parole di persone che hanno avuto molto dalla veterinaria di Tione, morta nell’incidente stradale della notte fra martedì e mercoledì alla galleria sul Limarò.
 
Amalia era una stimatissima veterinaria. Come raccontano le volontarie e i volontari di Pan-Epaa, era capace di un rapporto tanto cordiale e disponibile con gli animali da diventare familiare. Ha rappresentato un punto di riferimento sia per i proprietari di animali di Tione e dintorni, sia per quelli di Trento, che la trovavano un paio di volte alla settimana ad «Animal Care», la clinica veterinaria del dottor Diego Sebastiani.
 
Però sembra che fosse stanca di andare e venire da Trento, tanto da pensare di sospendere il rapporto con la città per coltivare con maggiore costanza la professione nel capoluogo giudicariese, dove aveva la famiglia: il marito Marco Gualtieri, tecnico informatico di origine cremonese, presidente del neonato Circolo fotografico tionese, cui hanno fatto visita in tanti in questi giorni di dolore.
 
Poi c’era la val di Breguzzo, di mamma Noemi e papà Dante, morti da poco. Dal papà, in particolare, Amalia ha preso l’amore per la montagna e per la val di Breguzzo.
Proprio a Breguzzo si svolgerà oggi, venerdì, alle 17,30, il funerale: la procura ha dato il nulla osta alla sepoltura.
 
Proseguono, intanto, le indagini per riuscire a stabilire la dinamica dell’incidente successo nella notte fra martedì e mercoledì lungo la statale del Caffaro. La donna stava uscendo dalla galleria del Casale, quando si è scontrata frontalmente con la Fiat Multipla su cui viaggiava Stefano Bottamedi, 32 anni, di Sarche. Il giovane, dal letto d’ospedale di Trento, ha raccontato ai familiari di avere avuto un colpo di sonno. Potrebbe dunque essere stata la sua macchina a sbandare. 
 
La procura, tuttavia, per fare piena luce sull’incidente mortale, ha anche disposto una perizia

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