Valdaone, sentiero per disabili

Erano in molti, l’altra mattina, nella piana di Nudole, fra i 1.200 metri di malga Boazzo e i 1.900 di malga Bissina, per l’inaugurazione del «Sentiero per tutti», voluto dal Parco Adamello Brenta e dal Comune di Daone (oggi Valdaone), finanziato anche dai fondi europei e dal Bim del Chiese. C’erano i dirigenti del Parco (presidente Antonio Caola, direttore Roberto Zoanetti e tecnici vari), i dirigenti della Provincia Nicoletta Clauser, responsabile progetti europei in rappresentanza del presidente Rossi, Ileana Olivo, politiche sociali, per l’assessora Borgonovo Re), sindaco di Valdaone ed ex (Ketty Pellizzaried Ugo Pellizzari), la presidente dell’Ecomuseo del Chiese Maddalena Pellizzari, e poi i ragazzi dell’Istituto comprensivo del Chiese, i disabili della Cooperativa sociale «Il Bucaneve» e tanta gente.

Perché un «Sentiero per tutti»? Per valorizzare cinque C (parola di Zoanetti): «Contemplazione: nel vortice della vita abbiamo perso l’abitudine di contemplare la montagna. Cultura: come Parco lavoriamo nelle scuole per questo. Coltura: la montagna deve essere vissuta e coltivata; malga Nudole è un esempio. Cura: se la coltura non può essere fatta da tutti, tutti dobbiamo farci carico della cura della montagna. Camminare: questo sentiero permette a tutti di camminare, che si avvicina al verbo amare».


E camminare, in questi 850 metri di anello quasi pianeggiante, pavimentato con cemento grezzo, è permesso a tutti: disabili, ma anche anziani, mamme con carrozzine. Il presidente del Parco: «È il primo percorso nel nostro Parco. Abbiamo intenzione di realizzarne un altro intorno al lago di Tovel». La sindaca di Valdaone ha spiegato che a breve verranno sistemati il parcheggio con l’area camper ed il sedime del laghetto di Nudole, «per rendere ancora più fruibile l’area e nel contempo preservarla. L’agibilità è un valore aggiunto per chi va in montagna perché rispetta il diritto delle persone che vogliono godere dell’alta quota». Un emozionato Ugo Pellizzari ha ripercorso le tappe che hanno portato alla concretizzazione del sentiero.

Dopo la benedizione impartita da don Artemio, il corteo si è avviato lungo il percorso, guidato dai ragazzi delle classi quinte della scuola elementare di Pieve di Bono, che Caola ha definito «gli Junior Ranger, che avranno in custodia questo percorso», i quali hanno illustrato le bellezze che si possono ammirare: la pianta di timo, il ginepro, il masso con i licheni, il ruscello con la sua musica ininterrotta... Tutti elementi di cui può godere pure un cieco, grazie ad un tronco piazzato a terra contro cui si può battere il bastone bianco per orientarsi.

Le indicazioni, poi, vengono fornite da tabelle con la scritta in Braille. Se proprio ci è concesso di cercare un pelo nell’uovo, perché a ben cercare si trova sempre, batti-bastone e tabelle in rilievo sono utili, ma un cieco, probabilmente, in montagna da solo non ci va mai. Ma ciò non toglie il valore di un percorso che, date le caratteristiche, è senz’altro per tutti.

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