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Addio commosso a Bez:

l'intera Moena in lutto

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Come era prevedibile, era gremita all’inverosimile la chiesa parrocchiale di Moena con una fila interminabile di persone fin davanti alla bara, scortata dagli alpini, ieri pomeriggio per l’ultimo saluto ad Ilario Bez, scomparso nella notte di giovedì scorso ed accompagnato dall’affetto e dalla gratitudine di centinaia di persone accorse dalle valli di Fiemme e Fassa.

Molte anche le autorità presenti, a partire dal sindaco Edoardo Felicetti, con la senatrice, e procuradora del Comun General de Fascia, Elena Testor, gli ex presidenti di questa istituzione Cristina Donei e Gino Fontana, l’ex presidente della Provincia di Trento Mario Malossimi, lo scario della Magnifica Comunità di Fiemme Giacomo Boninsegna, il mandamentale degli alpini di Fiemme e Fassa Tullio Dellagiacoma, con il consigliere sezionale Corrado Zanon ed i labari dei gruppi valligiani, il presidente della Marcialonga Angelo Corradini, le rappresentanze dei carabinieri (dei quali fa parte il figlio Alfredo), della polizia di Stato e dell’associazione nazionale degli ex poliziotti, del coro Enrosadira, della banda sociale, del coro di chiesa, del Circolo anziani di Moena e di Predazzo, di Ospitalità Tridentina, dei vigili del fuoco e dell’Apt. E poi tantissima gente ad esprimere la gratitudine nei confronti di un personaggio che tanto si è speso per la sua comunità. Ha celebrato la messa il parroco don Enrico Conci, affiancato da padre Mario dell’Ordine dei Venturini, venuto appositamente da Trento per rendere omaggio ad una persona che, da ragazzo, proprio presso questa istituzione aveva frequentato per due anni la scuola media. «Un uomo - ha ricordato don Conci all’omelia - che non ha pensato a se stesso ma che ha capito l’impegno che ognuno si assume a beneficio degli altri , portando aiuto ai più deboli ed ai più bisognosi. Lo ricorderò per sempre» ha concluso.

«Preghiamo perché il Signore gli dia il posto che merita». Parole commosse ha espresso anche una rappresentante del coro parrocchiale «San Vigilio», invitandolo a «cantare ancora in Paradiso assieme a tutti i cantori che ti hanno preceduto». Dopo la preghiera «per l’alpino che ci ha lasciato», recitata dal mandamentale, è intervenuto il sindaco, parlando di «scomparsa che ha profondamente colpito il nostro paese». «Il suo impegno a favore di Moena» ha aggiunto Felicetti «è stato enorme, sempre guidato dalla voglia di costruire, non solo come sindaco ma anche nel campo sociale, culturale, sportivo e di volontariato. Quando c’era bisogno di mettersi in prima linea, non si tirava mai indietro. Il suo esempio - ha concluso - possa spingerci verso un impegno civico più forte, senza badare al tornaconto personale, con modi pacati ma allo stesso tempo con grande determinazione».

Un pensiero di gratitudine ha espresso anche Ospitalità Tridentina, che lo ha ringraziato «per i valori che, con semplicità, hai saputo trasmetterci», invitandolo a «non spegnere mai quella luce che lasci in fondo ai nostri cuori». Infine il saluto commosso del figlio Franco, che ha ricordato soprattutto, tra le tante cose buone, i suoi viaggi a Lourdes, per accompagnare i malati, ringraziando tutti gli intervenuti e rivolgendo un grazie particolare alla mamma Maria Grazia «che gli è stata vicina per tutta la vita». Poi l’ultimo saluto di tutti i presenti all’esterno della chiesa e la partenza per la cremazione.

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