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La proposta: una vignetta

per salire in auto sui passi

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Chiudere le strade che portano ai Passi dolomitici al traffico in certi giorni o in certe ore (come nel 2017), limitare il transito ogni ora a un certo numero di veicoli (come nel 2018), tenere sempre aperto (come vorrebbero molti operatori turistici, soprattutto sui passi) o applicare sistemi già sperimentati altrove?

Michele Anesi, ex segretario della Ual ed esponente di spicco del movimento ladino, propone proprio questo: l’applicazione di una «vignetta» o «bollo» a tutti coloro che vogliano attraversare i passi, ad esclusione dei residenti. Il tema è caldo, e non è ancora dato sapere come si muoverà la nuova giunta provinciale nel 2019, se confermerà cioè la linea di contenimento del traffico privato sperimentata negli ultimi due anni oppure no.

In attesa di chiarezza, Anesi dunque prende posizione e apre la discussione sull’applicazione di un «pedaggio»: «Creare una viabilità che sia davvero green è una priorità che non è possibile più rinviare - scrive l’esponente ladino -. Uno dei metodi più diffusi è quello del pagamento di “vignette” o bolli per poter attraversare i passi, con ovvia esclusione per i residenti. Si tratta di un tipo di vignetta - già in esercizio presso l’Austria e altri Paesi confinanti - che permetterebbe di far ottenere allo Stato o alla Regione responsabile un introito che poi potrebbe essere reinvestito per la creazione di altre opere innovative».
Par Anesi, pagando, i turisti sarebbero indotti anche a comportarsi più rispettosamente nei confronti delle Dolomiti.

«Tra i vari progetti che si potrebbero implementare con queste risorse - prosegue la proposta - vi è la valorizzazione dei nostri panorami e paesaggi, la creazione di parcheggi e servizi per le soste, nonché la creazione di opere strategiche per gli stessi passi, oppure per i fondovalle, in direzione di quanto è stato già affermato nel corso di questo lavoro programmatico. Sviluppare una vignetta sul territorio della Ladinia potrebbe quindi rappresentare davvero una svolta, sia nel senso della tutela degli ambienti di montagna di cui ci sentiamo orgogliosamente parte, che per una valorizzazione degli stessi; non si tratta di speculare sulle nostre montagne, ma anzi, al contrario, di difenderle per reinvestire tutte le risorse su di esse e renderle sempre migliori».

Per avviare questo tipo di progetto serve però unità di intenti, con le Province di Trento e Bolzano, nonché con la Regione Veneto e la Regione del Trentino Alto Adige: «È solo da una comunione di obiettivi che si potranno raggiungere le aspettative di un simile intervento. Dovrà infatti essere circoscritto un determinato territorio, all’interno del quale si delimiterà la zona della vignetta», pagabile per una determinata fascia temporale, usando le nuove tecnologie (come, ad esempio, app dedicate), secondo tariffe che non incidano troppo sul portafoglio del turista. E con introiti ripartiti equamente tra i vari Comuni, che dovrebbero reinvestirli per la costruzione di opere strategiche che portino sviluppo ed economia: «Più risorse entreranno, più queste saranno reinvestite sul territorio, a tutela della sua bellezza - scrive Anesi -. In questo modo, si creerebbe una viabilità davvero green tra le varie zone della Val di Fassa».

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