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Sabato riapre il punto nascite di Cavalese

Fugatti: "Le valli si sono fatte valere"

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 Mancano poche ore alla riapertura del punto nascite di Cavalese previsto per sabato. E ieri, in valle sono arrivati il presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti e l’assessore Stefania Segnana assieme ai vertici dell’Azienda sanitaria.
«Un lungo percorso e grande impegno per una soluzione condivisa, in piena sicurezza per le donne e i nascituri e nel rispetto di una forte richiesta partita dal territorio: sono questi gli aspetti significativi della riapertura del punto nascita di Cavalese» ha detto Fugatti incontrado gli amministratori locali nella sala consiliare di Cavalese.
Presenti anche il presidente della Comunità Territoriale della Val di Fiemme Giovanni Zanon e i consiglieri provinciali Pietro De Godenz, Gianluca Cavada e Luca Guglielmi.
«Le valli in questi anni hanno mostrato forza e convinzione per credere nel progetto e fiducia nei servizi e nel proprio ospedale. Cavalese è l’unico caso in Italia di un punto nascita sospeso che riapre, sarà ora cura dei cittadini averlo a cuore» ha detto il presidente.
L’assessore Segnana ha ribadito che per la riapertura non si prescinde dalla sicurezza delle donne e dei bambini e che questo successo è un punto di partenza per la valorizzazione dei servizi decentrati. «Il territorio trentino è caratterizzato da montagne e valli e pertanto è importantissimo che i servizi basilari siano mantenuti nelle zone periferiche» ha detto Segnana.
All’incontro erano presenti anche Gianfranco Jorizzo, presidente del Comitato nazionale percorso nascite, Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda  provinciale per i servizi sanitari e Silvio Fedrigotti, respondabile del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia. Jorizzo ha ricordato che la deroga concessa all’ospedale di Cavalese è del tutto indipendente dal numero di parti, in quanto la riapertura è legata all’appartenenza ad un’area orograficamente disagiata e le soluzioni tecniche concordate, con la possibilità di ricorrere alla sala operatoria già presente, in attesa dell’apertura della nuova sala per i cesarei all’interno del blocco travaglio-parto, consentono piena sicurezza e qualità delle cure e assicurano a Cavalese l’attribuzione di ospedale di primo livello.
«Questo investimento – ha detto Jorizzo – dimostra che la politica sta dietro alle esigenze della popolazione. La realtà locale ora deve recepire questo modello, che può funzionare grazie al supporto della gente».
In questo contesto è stata anche ricordata la capacità che l’associazione Parto per Fiemme ha avuto di mantenere alta l’attenzione sulla necessità della riapertura.
Nell’incontro sono emerse anche ulteriori novità per l’ospedale di Cavalese, li ha ricordati Paolo Bordon assieme ai dati tecnici e contrattualistici che riguardano il pesonale medico e sanitario in servizio nel punto nascita, che avrà la caratteristica della flessibilità in una equipe integrata di professionisti. Per gli investimenti, 330 mila euro sono stati già spesi per la realizzazione a tempi di record della seconda sala parto necessaria per far aprire il punto nascita e 550 mila euro sono stati impegnati per la sala parto cesareo in emergenza, che sarà in funzione a fine estate. Nei primi mesi del 2019 sarà consegnata all’ospedale la nuova risonanza magnetica, un modello di ultima generazione per il quale è già stato fatto l’ordine di acquisto di 300 mila euro e che entrerà in funzione dopo un breve periodo di formazione specifica destinata agli operatori ed eviterà ai residenti che ne hanno necessità lo spostamento verso Trento. A Cavalese sarà presto rinnovato anche il pronto soccorso, lo ha ricordato Bordon prevedendo che i lavori potranno essere conclusi in 180/200 giorni.

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