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Riapertura di Cavalese

i dubbi di medici e infermieri

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L'annuncio della riapertura dal primo dicembre del «punto nascite» di Cavalese fa discutere. All'annuncio della giunta provinciale di Fugatti, che ha approvato la proposta dell'assessora alla salute Stefania Segnana (qui il resoconto di lunedì scorso), ci sono state reazioni entusiastiche in Val di Fiemme, compreso il consigliere (di opposizione) Piero De Godenz che si è detto entusiasta; ma anche le perplessità del Presidente dell'Ordine dei medici del Trentino (il dottor Ioppi, grande esperto di punti nascita e ginecologo) il quale ha rilevato delle criticità, a cui oggi risponde direttamente Segnana (nella foto) con un comunicato stampa.

In arrivo anche la presa di posizione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento intitolata «Punto nascita di Cavalese, dubbi su sostenibilità. La sicurezza è imprescindibile». Il Presidente Daniel Pedrotti e il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento prendono atto della delibera della nuova Giunta provinciale per la riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese, ma esprimono preoccupazione per la sostenibilità e il mantenimento dei criteri di sicurezza nel tempo.

«Presa la decisione politica - dicono - sarà ora compito dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari garantire il rispetto degli standard di sicurezza, reperendo medici, ostetriche, infermieri e altri operatori disposti, in tempi di carenza di personale, a lavorare a Cavalese.
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche esprime perplessità sulla tenuta di un Sistema sanitario provinciale che, a fronte di risorse limitate, deve necessariamente garantire massima sicurezza anche in strutture con numeri di parti annui di molto al di sotto degli standard che a livello internazionale sono previsti per il mantenimento dell’expertise del personale. Auspichiamo, quindi, che l’imprescindibile sicurezza di madri e neonati siano garantite attraverso modelli organizzativi, di presa in carico e formazione adeguati e che la sicurezza non venga garantita a discapito delle dotazioni - e quindi della sicurezza stessa - di altri ospedali e unità operative».
«Di fronte al trend demografico al quale stiamo assistendo, con un rapido invecchiamento della popolazione e un aumento dei bisogni socio sanitari complessi, riteniamo fondamentale che, in termini di appropriatezza nell’impiego delle risorse, la riapertura di un punto nascite che contempla solo 230 parti all’anno non implichi una riduzione di investimenti e di progettualità negli ambiti della cronicità, della disabilità, della continuità ospedale-territorio e dell’integrazione socio-sanitaria, tutti aspetti per i quali è necessaria e sensata un’organizzazione territoriale di prossimità».
 
Come Ordine delle Professioni Infermieristiche, «di fronte alla decisione presa, non possiamo che augurarci che si trovino le soluzioni appropriate per garantire la sicurezza di madri e neonati e un esercizio professionale sereno ai tanti professionisti sui quali graverà una grande responsabilità. Su questo vigileremo a tutela degli infermieri, rinnovando la nostra disponibilità a collaborare sui tavoli istituzionali».

L'Ordine dei medici ne ha parlato in occasione della cerimonia per festeggiare i 50 anni di laurea e di professione e i 100 nuovi medici e odontoiatri che hanno prestato il giuramento di Ippocrate, nella «giornata del medico 2018». Ioppi ha avuto modo di invitare la giunta provinciale - prima di fare annunci - a confrontarsi cvon gli Ordini profesisonali dei medici e con il Collegio infermieri e osteriche, affinché la riapertura - a quanto pare affidata a medici «gettonisti», cioè chiamati a lavorare a prestazione occasionale, svolgendo però la loro professione in altre strutture sanitarie - avvenga con tutte le assicurazioni degli standard di qualità e sicurezza che un reparto nascite richiede.

L'assessore Stefania Segnana replica: «La decisione di riaprire il punto nascite di Cavalese è stata presa perché a monte vi sono impegno, responsabilità e dialogo fra tutte le parti. Un dialogo che non faremo certo venire meno né su questa né su altre tematiche che riguardano la salute dei cittadini» afferma l’assessore provinciale alle politiche per la salute e la famiglia, Stefania Segnana a corollario di una serie di interventi che si sono susseguiti dopo l’approvazione della delibera con la quale la Giunta provinciale di Trento ha fissato al 1 dicembre la riapertura del punto nascite neĺl’ospedale fiemmese.

«Voglio assicurare i professionisti ed in particolare il presidente dell’Ordine dei medici - prosegue l’assessore - che Provincia e Azienda sanitaria porranno la massima attenzione ai fini di garantire un servizio sicuro e al tempo stesso sostenibile sotto tutti i punti di vista. Prezioso sarà ancora una volta il confronto che manterremo costantemente, promuovendo fin dai prossimi giorni un incontro con l’ordine dei medici e le loro rappresentanze sindacali».

Piero De Godenz dal canto suo ha dichiarato: «intendo manifestare la mia soddisfazione,un ringraziamento per la delibera approvata e alcune considerazioni. E’ evidente come questo splendido risultato sia il frutto del grande lavoro fatto non solo negli ultimi mesi ma negli ultimi anni nei quali siamo riusciti a portare sul tavolo del Percorso nascita nazionale il fondamentale tema del diritto ai servizi sanitari nei territori di montagna. Qui un ringraziamento va alla Giunta e al Consiglio provinciale che hanno appena concluso il loro mandato e sono riusciti, in modo trasversale, a lavorare con costanza e impegno per raggiungere un traguardo che inizialmente sembrava impossibile e che invece, grazie allo stimolo e alle innovative idee provenienti dalla nostra Provincia Autonoma, si è concretizzato dapprima, non senza scontri e difficoltà, attraverso l’ottenimento della deroga ai 500 parti minimi per mantenere aperto un punto nascita in presenza di particolari condizioni geografiche e di oggettivo isolamento dagli ospedali principale e, in seguito, continuando a lavorare a tutti i livelli istituzionali affinché quanto possibile, ovvero la riapertura H24 7 giorni su 7 del Punto nascita al servizio di Fiemme, Fassa, Cembra e Primiero, si concretizzasse. Senza queste importanti azioni fortemente volute e sostenute, a Trento e a Roma, anche dal sottoscritto e dall’amico e assessore Mauro Gilmozzi - neppure si sarebbe potuto parlare di punto nascita in riapertura».

Per De Goden (Upt): «Eccezionale, ritengo doveroso ribadirlo, il lavoro svolto nelle nostre Valli da cittadine, cittadini, Sindaci, Presidenti di Comunità-in particolare Giovanni Zanon-amministratori locali, associazioni (grandissimo il loro lavoro) medici, infermieri, ostetriche e volontari, nessuno escluso, che non hanno mai smesso di impegnarsi affinché il Punto nascite e l’ospedale non venissero chiusi o ridimensionati. Questa riapertura non è quindi solo un traguardo ma deve essere un punto fermo dal quale ripartire: ora è necessario continuare a garantire alti standard di sicurezza e continuare nell’opera di reperimento e assunzione di medici, ginecologi, pediatri e anestesisti al fine di completare gli organici e riportare i reparti a lavorare al massimo delle loro potenzialità».

 

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