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L'azienda agricola Fiores di Sèn Jan

alla conquista del mondo con le tisane

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Stagione di riposo per i campi dell’azienda agricola Fiores di Sèn Jan, ma decisamente non per la sua proprietaria Nadia Pitto (nelle foto), che è appena tornata - vincitrice tra l’altro - dall’ultimo percorso sull’innovazione: AgriAcademy.
Il progetto di alta formazione AgriAcademy, ideato e sviluppato da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) ha l’obiettivo di avvicinare gli agricoltori under 40 alle tematiche dell’Agricoltura 4.0, della digital transformation, dell’export management e del marketing, lavorando alla costruzione di veri progetti. 
Circa 50 i giovani imprenditori presenti che, nel primo giorno della maratona, in luglio, hanno presentato 9 concept di agricoltura innovativa, diventati 4 dopo una selezione non competitiva effettuata dagli stessi imprenditori. Al termine delle giornate, chiusesi a Bologna proprio questo weekend, i concept si sono trasformati in veri progetti di impresa, con il dettaglio di tutti gli aspetti del modello di business, dalla proposta di valore alla strategia di posizionamento di mercato. Il tutto grazie al contributo del gruppo e ai preziosi consigli dei mentor e degli esperti di service design di #RuralHack.
«Un’esperienza spettacolare, sono ancora su di giri» confida Nadia, che assieme al proprio gruppo di lavoro si è concentrata proprio sulle tecniche per aumentare la produzione e la distribuzione delle tisane 100% bio della sua piccola azienda di Larcioné.
«È stato bello soprattutto il lavoro in gruppo: abbiamo imparato ciascuno qualcosa e ci siamo confrontati sulla distribuzione, sulle tecnologie di produzione, sugli aspetti economici e venendo tutti da realtà molto diverse è stata una grande crescita. Vedere poi che il mio modello di Agricoltura 4.0 è piaciuto anche ai miei colleghi di lavoro e siamo riusciti a convincere i coach con le nostre nuove idee ci ha motivato a continuare, ancora più carichi».
Dal lungo lavoro di progettazione, il gruppo DolimiTeas che ha vinto le preferenze di docenti e colleghi, sta già pensando di avviare la fase esecutiva, con l’aiuto della squadra di coach e dei loro consigli. «Il mercato è duro, e preferisco rimanere un po’ vaga sul nostro progetto, anche se non è sempre così facile. L’idea è avvicinare ancor di più i prodotti artigianali e personalizzati delle mie tisane alle esigenze specifiche dei clienti, grazie al mondo digitale. Grandi cose insomma, e un passo in più verso il mio grande sogno: proporre i miei prodotti al mondo mediorientale dove le tisane sono un prodotto a sè. Magari negli Emirati Arabi». 
Il progetto si rivolge in primo luogo a chi visita le Dolomiti e si sviluppa con eventi ed esperienze in campo, come la raccolta delle erbe, che fidelizzano all’acquisto del prodotto sul sito, anche successivamente, una volta tornati a casa. In prospettiva, si legge nella nota degli organizzatori di Agriacademy, l’idea è di creare una piattaforma che consenta all’utente di costruire la sua preparazione galenica o erboristica su misura.
Nadia Pitto, architetto, ha lasciato il posto fisso in comune per inseguire la sua passione, ma ne ha ben donde: in pochi anni è diventata una delle produttrici bio d’eccellenza della Val di Fassa, nonostante i numeri contenuti. «Dispiace un po’ quando nel marketing territoriale ti misurano con il fatturato. Andrebbe misurata la qualità del prodotto, la soddisfazione sempre maggiore dei clienti, la decisione di volersi far conoscere e il fatto, per il Trentino, di essere una piccola impresa di montagna che funziona. Io però sono contenta, quest’anno 2018 è stato un anno magico: pieno di riconoscimenti d’eccellenza e di belle sorprese, conseguite anche grazie a mio marito e alla mia famiglia, che continua a supportarmi per rendere il mio sogno una realtà, e ad alzare lo sguardo verso nuovi obiettivi».

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