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#DolomitesVives: con il pass
traffico in calo del 20%

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Il freddo e la pioggia hanno salutato ieri la fine del periodo di accesso regolamentato a Passo Sella, dal versante altoatesino e da quello trentino. Iniziata il 23 luglio, la seconda sperimentazione presentata sotto il marchio  #DolomitesVives pare aver centrato l’obiettivo che si erano poste le due Province autonome di Trento e Bolzano, varando un progetto completamente differente dalla chiusura sperimentata nei mercoledì estivi del 2017.

Obiettivo centrato, almeno stando ai numeri ancora parziali forniti ieri dal dirigente del Servizio Trasporti pubblici della provincia di Trento, Roberto Andreatta: cifre che riguardano gli accessi e il trasporto pubblico sul versante trentino, «ma con un trend simile su quello altoatesino», precisa il dirigente. «Le prime 4 settimane di accesso contingentato, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, ha confermato la tendenza osservata già il primo giorno. La misura di contingentamento ha avuto l’effetto di limitare i picchi e di apportare una riduzione complessiva del traffico di veicoli leggeri in transito  mediamente di poco meno del 20% rispetto a 2017 e al 2016 sulle 24 ore e tra il 20 e il 30% nella fascia regolata».

Nella prima settimana di accessi tramite «pass» (23-27 luglio) il traffico di mezzi totali dalle 0 alle 24 è stato in media di 12.392 veicoli leggeri contro il 14.775 del 2017 (-16,13%) e 15.339 del 2016 (-19,21%); nella fascia oraria 9-16 si è passati dai 10.695 viecoli leggeri del 2016 e i 9.131 del 2017 ai 7.113 del 2018 (-22,10% e -33,49%). Nella seconda settimana (30 luglio - 5 agosto) effetti simili con 13.085 veicoli saliti al Passo dal versante trentino rispetto ai 16.660 del 2017 e ai 15.645 del 2016 (-21,46% e -16,36%) nelle 24 ore, mentre nella fascia regolamentata si è scesi a 7.823 mezzi dai 9.916 del 2016 e 9.985 del 2017 (-21,11% e -20,94%).

Per questa settimana è disponibile anche una rilevazione sugli accessi domenicali (giornata libera), da cui emergerebbe che l’effetto di contenimento sia proseguito spontaneamente: i veicoli in transito sono stati infatti 6.775 contro gli 8.535 del 2016 (-20,62%) e i 6.611 del 2017 (+2,48%).

Tra il 6 e il 9 agosto (terza settimana) risultati sostanzialmente stabili con 11.961 veicoli dalle 0 alle 24, il 27,14% in meno del 2016 (16.416) e il 13,24% in meno del 2017 (13.786): 7.438 i mezzi saliti al Sella dalle 9 alle 16 (-28,45% sul 2016, quando erano stati 10.396, e -10,17% sul 2017, quando erano 8.280). Infine, nella significativa settimana di Ferragosto (13-17), il calo percentuale è stato ancora accentuato nella fascia 9-16 (10.427 mezzi rispetto ai 14.313 del 2016 e ai 12.377 del 2017: -27,15% e -15,76%) ma più ridotto sulle 24 ore: da 21.781 veicoli nel 2016 e 20.897 nel 2017, si è passati a 17.941 mezzi (-17,63% e -14,15%). Interessante notare che - sia pure su numeri limitati - nelle settimane considerate è aumentato il traffico tra le 7 e le 9 di mattina, quindi nelle due ore precedenti la necessità di «pass», ma effettivamente gli accessi giornalieri sono stati spalmati meglio sull’intera giornata, riducendo quindi i picchi (ed eliminando le code) come si voleva.

Al calo del traffico privato sul Sella corrisponde l’aumento di passeggeri sui mezzi pubblici in servizio sui due versanti: i dati raccolti dal 23 al 31 luglio mostrano un aumento medio del 19% rispetto al 2017. I passeggeri sono stati in questi giorni 4.116 contro i 3.464 dell’anno scorso.

Per capire se la regolamentazione abbia prodotto effetti indesiderati, ossia un aumento del traffico sui passi dolomitici collegati al Sella, nella prima settimana sono stati conteggiati anche gli accessi al Passo Pordoi, registrando un aumento di traffico: tra i 14.720 veicoli transitati al Passo nel 2016 e provenienti dal Trentino e i 16.656 di quest’0anno c’è una differenza del 13,15%, ma nelle ore oggetto di regolamentazione questo effetto non c’è stato e il numero dei mezzi è stato sostanzialmente stabile, con lievi scostamenti.

Insomma, per le due Province il risultato c’è e si potrebbe continuare così: ma bisognerà vedere cosa accadrà dopo le elezioni di fine ottobre, soprattutto se a vincere sarà il centrodestra, dal momento che il Veneto a trazione leghista si è opposto - finora - alle limitazioni varate dalle due Province autonome.

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