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Ferrovia dell'Avisio, referendum nel 2018

L'assemblea conferma la volontà

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Il treno dell'Avisio secondo Transdolomites

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Dopo lo «stop» dell’assessore provinciale Mauro Gilmozzi alla ferrovia Trento-Penia (l’Adige del 17 e 18 ottobre), l’associazione Transdolomites conferma la volontà di puntare a un referendum, nelle tre valli dell’Avisio, a sostegno del progetto per il quale, comunque, la Provincia ha messo a bilancio 100mila euro per uno studio di fattibilità. A sostegno del «treno dell’Avisio» si proverà dunque a percorrere anche la via della consultazione popolare, che si dovrebbe svolgere nel 2018.
È questo ciò di cui hanno discusso i soci riuniti venerdì 27 ottobre in assemblea a Cavalese, che - spiega il presidente Massimo Girardi - è stata «un’assemblea molto sentita e dibattuta, una delle più belle per l’associazione».
L’associazione intende dunque attivarsi, attraverso la costituzione di un comitato interno, per promuovere un referendum, in continuità con le petizioni sul treno dell’Avisio che erano state proposte ai consigli comunali nelle valli di Cembra, Fiemme e Fassa.
«Un passaggio importante - sottolinea il presidente Girardi - perché segna una svolta: si punta al senso di responsabilità dei cittadini e a sensibilizzare le associazioni di categoria». L’impegno di Transdolomites è in un quadro in movimento, fra l’avanzare della galleria di base del Brennero e gli accordi fra Alto Adige e Veneto (per collegare via ferrovia Val Pusteria e Cortina d’Ampezzo - Calalzo) e Alto Adige e Lombardia (per il tunnel sotto lo Stelvio).
Girardi ricorda il documento Euregiolab 2017 sulla mobilità sostenibile nelle regioni alpine (organizzato congiuntamente dall’Ufficio dell’Euregio e dal Forum Europeo di Alpbach con il supporto degli atenei di Innsbruck, Bolzano e Trento e altri enti) in cui, fra i territori che andrebbero dotati di efficienti sistemi di trasporto pubblico locale si citano per il Trentino il lago di Garda e le valli di Fiemme e Fassa.

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