Un video del Centro addestramento alpino Moena: ritrovamento di un disperso sotto la neve da cane poliziotto

La polizia ha postato su Facebook il video di un'esercitazione a Moena.

 

 
 

Un video del Centro addestramento alpino #Moena: ritrovamento di un disperso sotto la neve da cane poliziotto. Cosa pensa chi viene travolto da una valanga e rimane seppellito sotto la neve? Sono attimi di panico e terrore, dove il cuore batte all’impazzata. Ma all’improvviso, la staticità della situazione viene sconvolta da un fascio di luce che filtra dai blocchi di ghiaccio: si vede un’ombra, un leggero movimento, si sente l’abbaiare del cane. La persona è salva, il cane-poliziotto lo ha trovato. Ecco, tutto questo è nel video che vi propongo in questa mattina.

Il mio collega del Centro addestramento alpino di Moena ha voluto farci provare l’esperienza che si vive coperti dalla neve. Le mie parole servono a poco, il video esprime già tutto. E quindi preferirei lasciarvi vivere queste emozioni. Si tratta di un’esercitazione fatta dai cinofili di Moena per la ricerca di persone scomparse sotto la neve ma con una vista inedita, quella da dentro la buca! Ho parlato con il mio collega, ero curiosa di sapere che cosa si provasse a essere “seppelliti” dalla neve, come chi viene travolto da una valanga. Credetemi non è stato affatto facile; mi ha confessato che la sera prima si era documentato su cosa si provasse a stare in posizione scomoda e così ristretta. Affanno e claustrofobia potevano avere la meglio.

Vi ricordo che il poliziotto è stato “seppellito” a tre metri di profondità. Certo, era sempre in contatto radio con i colleghi cinofili che si trovavano fuori, ma comunque sempre coperto di neve! Ed è rimasto li sotto per circa 40 minuti anche se lui non ha realizzato quanto tempo fosse effettivamente passato. Tutto è andato per il meglio. “È stato un momento bellissimo quando ho visto Yogi entrare nella buca ed ha iniziato ad abbaiare per far capire al suo conduttore che li sotto, sepolto dalla neve, c’era una persona da salvare. A quel punto gli dovevo dare il suo premio: la pallina con il quale viene addestrato. La mia esperienza è stata molto positiva e, se ci sarà altra occasione, sarò ben disposto a fare il “figurante”. Questa cosa mi ha fatto riflettere molto su quanto sia terribile vivere un’esperienza simile. ”E io, a questo punto, non posso far altro che ringraziare il mio collega per averci coinvolto in questa esperienza unica, alla prossima!

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