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Belluno, animalisti mobilitati

contro la caccia alla volpe

«Qui non ci sono le condizioni richieste per poter autorizzare le battute»

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Ecologisti e animalisti si sono mobilitati nel Bellunese, nel territorio comunale di Mel, per contrastare un’annunciata battuta di caccia alla volpe, lo scorso week-end. Complici anche le nevicate, i cacciatori alla fine hanno dovuto rinunciare, ma l’uscita è stata solo rinviata a sabato 9 gennaio, quando però ad attenderli ci saranno di nuovo gli attivisti dell’associazione bellunese Siamo tutti animali, dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa) e della Lav.

Le tre organizzazioni invitano i cittadini a unirsi in quella che viene annunciata come un’azione di disturbo mediante l’utilizzo di strumenti sonori. In poche parole, i partecipanti cercheranno di difendere e salvare le volpi facendo chiasso per allertarle e metterle in fuga dai cacciatori.

«Siamo riusciti a ostacolare l’uccisione di animali innocenti, cuccioli compresi. Ricordiamo che la legge consente gli abbattimenti soltanto in presenza provata di focolai di rabbia o di danni causati dalle volpi alla fauna selvatica e da cortile: condizioni ora assolutamente assenti», spiegano gli animalisti.

L’iniziativa avviene sotto lo slogan «#‎noistiamoconlevolpi‬», che è anche il titolo dell’evento promosso in Fb per il prossimo week-end.

A monte c’è la polemica dopo le richieste avanzate da alcune riserve di caccia (siamo nella parte meridionale del vicino territorio dolomitico) e la risposta positiva arrivata dalla Provincia di Belluno (ente fra l’altro al centro di un incerto processo di riforma e al momento non più eletto dai cittadini).

«Con i soliti pretesti - commenta l’Enpa - la Provincia di Belluno, per far contenti i cacciatori, autorizza una caccia alla volpe con l’ausilio di cani per stanarle, rincorrerle, accerchiarle ed ucciderle. Il tutto per divertimento. Ormai nessuno crede più alla storia che le volpi sono nocive: semplicemente, si nutrono della fauna – lepri e fagiani – rilasciata dai cacciatori stessi che si divertiranno a sparare. Quindi la volpe è un competitor dei cacciatori. Intanto, però, i ripopolamenti continuano. Quindi non si tratta di gestione faunistica, ma solo di un regalo al mondo venatorio, un po’ di “divertimento” che poi sarà tradotto in consensi elettorali… Purtroppo anche i cani rimangono vittime di questo scellerato gioco al massacro».

Da qui l’invito a inviare email di protesta a caccia@provincia.belluno.it e urp@provincia.belluno.it.

Questo invece il testo della petizione online che chiede lo stop delle battute di caccia.

«Dal 2 Gennaio 2016 a Mel, comune in provincia di Belluno, apriranno battute di caccia alla volpe. Si tratta di un tipo di caccia particolarmente crudele, che non risparmia i cuccioli. Non ci sono motivazioni sanitarie per il controllo della rabbia: se ci fosse pericolo, perché rischiare il contagio ai preziosi cani che le stanano e agli stessi cacciatori? Chiedo di fermare questo genere di “attività”, dannose anche per il turismo: chi rispetta gli animali evita le zone in cui si promuovono tali crudeltà, non solo, ciò bollerebbe la nostra bella provincia,il nostro territorio appena diventato “Patrimonio mondiale naturale Unesco” come il luogo dove si ammazzano le volpi e i loro cuccioli, una terra che si fa bella dei suoi monti, della sua natura, ma che non ama e non protegge la sua fauna».

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