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Una mostra per Alba Chiara

vittima di femminicidio

«Il suo sogno non muore»

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“Luce negli occhi, gioia nel cuore”: ciò che comunicava Alba Chiara Baroni con il suo modo di essere rimane impronta indelebile e la creatività che la contraddistingueva traspare dai suoi dipinti, motivo ispiratore di una mostra fotografica dal titolo omonimo a lei dedicata, a due anni dalla scomparsa, promossa dal consiglio provinciale di Trento e dalla Fondazione Famiglia Materna di Rovereto, che verrà inaugurata venerdì 20 settembre alle 18, a palazzo Trentini, in via Manci 27, dove rimarrà fino al 4 ottobre.

In sua memoria, Famiglia Materna, che da poco ha festeggiato i cento anni di vita e di accoglienza di donne in difficoltà, ha avviato il Progetto Alba Chiara insieme alla famiglia Baroni e all’associazione di volontari “Amici di Famiglia”, organizzando incontri per sensibilizzare sul tema della violenza di genere e per raccogliere donazioni per i progetti attivati a favore di donne che hanno bisogno di sostegno per “uscire” da esperienze di violenza.

La mostra è frutto di un gruppo di lavoro che ha saputo riunire attorno ad Alba Chiara ben 16 associazioni trentine, comprese le istituzioni - consiglio provinciale e regionale, Comune di Trento e di Tenno, con la collaborazione della Commissione provinciale per le pari opportunità - e a dare il benvenuto, alla presenza dei genitori Loredana e Massimo, sono stati il presidente Walter Kaswalder e il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, ribadendo la necessità di intervenire concretamente di fronte ad un fenomeno di stretta attualità anche in Trentino: «Tutti insieme si può: il motto del mondo cooperativo ci guida e dobbiamo capire cosa si può fare per prevenire la violenza ed evitare che sfoci in tragedia, senza mai abbassare la guardia».

«Nostro desiderio - ha spiegato la curatrice Maddalena Tomasi - è portare avanti il sogno di Alba Chiara e raccogliere l’esempio dei genitori nel mostrare che dal dolore può nascere speranza e volontà di fare qualcosa di utile. Attraverso una mostra che parte dalla narrazione della sua vita, con immagini che la ritraggono bambina e poi giovane donna, per poi esporre le forme in cui si esprimeva la sua creatività, proviamo a dire chi era, chi è e come proseguirà in futuro il suo percorso artistico».

Accanto agli 11 quadri realizzati con colori a olio e acquerelli, vi saranno anche lavori in vetro e bozzetti di gioielli, sperimentazioni che erano parte della ricerca personale di Alba Chiara, poi gli scatti di Valentina Degampietro che nelle sue immagini offre un’originale chiave di lettura delle opere, immergendosi nelle pennellate per catturare la vivacità di colori e la luce che le caratterizzava, e il filmato del regista Leonardo Fabbri, titolare di Envyda.it. «Invitiamo tutti a partecipare all’inaugurazione per ringraziare Loredana e Massimo - ha detto Mara Rinner, presidentessa di “Amici di Famiglia” -: grazie al progetto dedicato alla figlia, possiamo sostenere le donne che si rivolgono a noi e dare loro speranza: con i fondi raccolti abbiamo potuto aiutare una mamma a comprare una medicina per il figlio e un’altra a pagare l’acconto per l’affitto della casa in cui andrà a vivere con i figli, iniziando una nuova vita».

Ognuno deve fare la propria parte, ha ribadito la vice-sindaco Mariachiara Franzoia, evidenziando l’adesione al progetto di molte associazioni territoriali, unite nell’impegno in attività di informazione, prevenzione, tutela e contrasto alla discriminazione e alla violenza sulle donne. In mostra ci saranno anche il catalogo e “Poesie e pensieri per Alba Chiara” (StreetLib, 2018), pubblicazione recentemente consegnata ad una delegazione di senatrici della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio i cui ricavati sono anch’essi devoluti al Progetto gestito da Famiglia Materna.

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