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Restauro in arrivo

per Castel Penede

Nago, il primo intervento riguarderà il sedime e le sale mentre il secondo dovrà essere un lavoro di valorizzazione della struttura in sé, della sua storia e del territorio circostante

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Simbolo di identità e unione per la comunità naghese, «Castel Penede» sta diventando un bacino naturale in grado di abbracciare eventi di qualsiasi genere, conquistando l’apprezzamento di tutti.
«Non si tratta soltanto dello storico castello di Nago-Torbole - ha dichiarato il sindaco Gianni Morandi - ma di una roccaforte appartenente a tutto il territorio dell’Alto Garda. Purtroppo, è sempre stato bistrattato e lasciato in balia di se stesso, nonostante alcune aggiunte come la parziale illuminazione.
In questi mesi, in accordo con la “Soprintendenza per i beni culturali”, abbiamo avviato uno studio che potesse indirizzare l’amministrazione comunale verso un’adeguata sistemazione della struttura, valorizzandola in tutto il suo splendore».
Il nuovo piano dell’amministrazione si divide in due progetti: il primo, approvato in bilancio con duecentomila euro, interesserà il restauro dell’edificio stesso, recuperando la parte sottostante.
«Castel Penede è diviso in due zone - ha spiegato il sindaco - il rondello e lo spazio verde, un parco che si affaccia a balconata sul Garda. In quel punto c’è stato un piccolo cedimento ed è doveroso metterlo in sicurezza. Grazie alle analisi fatte, abbiamo scoperto che il terreno nasconde antichi locali. Il nostro intento è recuperare il sedime di queste sale storiche, cercando di identificare in modo più marcato i contorni e il basamento del castello, l’appalto ci sarà entro la fine dell’anno».
Questo processo comporterà un allestimento circostante, implementando così il disegno che il Comune ha previsto per le opere di carattere storico; una coppia indiana ha tra l’altro recentemente scelto il Forte Alto come location del proprio matrimonio, sulla scia di una coppia tedesca sposatasi lo scorso anno proprio a Castel Penede.
«Desideriamo - ha detto Morandi - dare un’identità sia alla parte storica sia a quella scientifica. Da ciò deriva il secondo progetto, in fase di allestimento, sperando di finanziarlo con il nuovo anno. Cominceremo dalla vegetazione spontanea che dovrà essere curata attraverso una selezione attenta, nessun disboscamento.
L’obiettivo è ideare coni visibili, scorci per intravedere le rovine da diversi punti. Avremo bisogno di 300 mila euro, soldi con cui realizzeremo anche un percorso che dal Forte Alto, con parapetti e punti di lettura, raggiungerà Castel Penede.
Costruiremo anche un chiosco informativo e dei servizi igienici per rendere visitabili area e attrazioni varie in maniera guidata e controllata».
«Si potrebbe proporre un referendum per capire l’opinione dei cittadini - suggerisce la minoranza di “Partecipiamo” - un confronto diretto con i residenti in segno di trasparenza».
Una museo a cielo aperto dunque per raccontare l’Alto Garda a 360° gradi: dalla storia del paesaggio alla cultura, dalla flora territoriale all’enogastronomia.
«Abbiamo in programma degli eventi in loco - ha concluso Morandi - ci piacerebbe raccontare il castello tra fantasia, realtà, musiche e balli.
Desideriamo consacrare Castel Penede come luogo di grande importanza paesaggistica, culturale e turistica».

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