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Loppio-Busa, imponente

scavo accanto al biotopo

Impressionante l'estensione del cantiere per la realizzazione della nuova arteria di collegamento

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Il solco lungo 250 metri e largo diverse decine di metri ai piedi di Passo San Giovanni, accanto al biotopo del lago di Loppio

Fonte:

Davide Pivetti

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Davide Pivetti

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! minuto 45 secondi


davide pivetti
twitter: @pivettiladige

Almeno sul fronte naghese i lavori per la realzzazione del tunnel tra passo San Giovanni e la Maza procedono speditamente.

Lo scavo della galleria non è ancora iniziato (si partirà dal fronte arcense risalendo verso monte utilizzando gli esplosivi, non le “talpe”) ma tra la «curva dei rospi» e il passo gli effetti del cantiere sono evidenti.

Chi passa dalla statale e ancor più facilmente chi transita in bicicletta lungo la sottostante pista ciclabile, resta colpito dalle dimensioni dell’intervento in corso.

L’inserimento in roccia della nuova strada e la realizzazione della grande rotatoria (40 metri di diametro) comportano, come da progetto, l’abbattimento di una vasta area boschiva adiacente il biotopo del lago di Loppio.

Una zona verde, finora poco accessibile anche agli escursionisti, che ospitava anche un terreno utilizzato per la coltivazione della vite.

I caterpillar del consorzio beneventino stanno spianando ogni ostacolo per segnare il solco in cui dovrà transitare la nuova arteria a due corsie, che proprio in ingresso del tunnel si allarga diventando a tre.

Qui sopra è stata disbocata un’altra ampia area (la prima in ordine di tempo) perché il pendio soprastante la galleria dovrà essere scavato non avendo roccia ma terra nel punto di ingresso della galleria.

Di grande impatto anche i lavori in corso poco più a sud, là dove sarà ralizzata la massicciata che dovrà sostenere la rotatoria, il cui declivio arriverà a pochi metri dalla ciclabile.

I lavori procedono anche qualche metro più a valle, dove si sta allargando la strada di accesso all’area artigianale della Mala. La roccia viene scavata a monte per trasformare quella che era una strada ad una corsia, in un’arteria larga il doppio per il transito dei mezzi pesanti. In questo modo l’accesso per la Mala avverrà solo da questa parte, risolvendo i pericoli legati alla strettoia e al ponte che portano invece dalla Mala a Nago.

Per quanto invasivo, almeno dal punto di vista ambientale, scavo e cantiere dovrebbero risparmiare sia il piccolo promontorio roccioso che sorge proprio di fronte all’ingresso del tunnel, sia muretti e trincee della guerra.

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