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Il sindaco di Tenno si dimette:

«Il femminicidio non si tace»

Frizzi chiede un monumento per ricordare la ragazza

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Gianluca Frizzi da ieri sera non è più sindaco di Tenno. Quasi certamente è il primo caso in Italia di un sindaco che lascia perché nella sua comunità non abbastanza forte e univoca è stata la condanna del femminicidio che l'ha scossa profondamente. L'uccisione, il 31 luglio scorso in paese, di Alba Chiara Baroni, vent'anni, colpita dal fidanzato con più colpi di pistola, prima di rivolgere l'arma contro se stesso.
Una tragedia imponente per la piccola comunità tennese, che è risultata essere purtroppo molto divisiva. Non è bastato il silenzio, non è bastato il tempo (ancora poco quello trascorso). Spinte contrastanti hanno trovato nel primo cittadino il punto di rottura. È proprio Frizzi a spiegare in consiglio le ragioni del suo gesto: «Mesi fa ho ricevuto la richiesta della famiglia di Alba Chiara di posizionare una lapide, un simbolo, in ricordo della ragazza.

L'amministrazione deve dare una riposta ad una richiesta come questa, anche se non è facile. D'altrone a noi è toccata questa tragedia. Allora la domanda che dopo mesi di tira e molla mi sono posto è semplice: questa vicenda va ricordata o dimenticata? Siamo in una tempesta, e il capitano della nave ha dovuto decidere: questa tragedia va ricordata. Un punto va messo: quanto accaduto è inacettabile e inqualificabile».Frizzi è poi stato ancora più chiaro: «I fatti recenti hanno determinato incomprensioni con la mia maggioranza. Che portano alle mie irrevocabili dimissioni, perché non posso più rappresentare la comunità tennese nella sua interezza».

Ma il sindaco non se n'è andato lasciando irrisolto il problema di quel simbolo tangibile chiesto dalla famiglia di Alba Chiara: «Ho qui un documento sul quale chiedo ad ogni consigliere comunale di esprimersi. Di dire "sì", "no" o di astenersi di fronte alla richiesta della famiglia. La mia firma, per il "sì", è la prima. Subito dopo firmo le mie dimissioni». E così il sindaco ha esattamente fatto un istante dopo. Chiamando in questo modo l'intero consiglio ad assumersi per intero e pubblicamente questa responsabilità: «I consiglieri hanno qualche giorno per decidere e firmare in un senso o nell'altro. Ma comunque vada questo sondaggio sappiano che il suo esito sarà pubblico e noto anche alle famiglie coinvolte in questa tragica vicenda». Dichiarazioni fatte in aula in assenza dell'assessore Ivo Stanga, zio del fidanzato di Alba Chiara, allontanatosi a inizio seduta d'accordo col sindaco stesso.

«Niente è per sempre - ha poi concluso Frizzi - figurarsi fare il sindaco. Ho fatto quel che ho potuto. Devo riconoscere il grande lavoro fatto dal vincesindaco Marocchi, tante importanti opere stanno partendo in questi mesi grazie al suo impegno. Ma quanto è successo non mi permette di continuare: io non sono con l'una o con l'altra famiglia. Io sono con Alba Chiara, perché lei non ha potuto decidere».
Dopo qualche secondo di silenzio ed esitazione il consiglio gli ha rivolto un applauso e molte strette di mano, ad iniziare proprio dal vicesindaco. E sarà Giuliano Marocchi, da oggi fino a febbraio-marzo 2019 il sindaco reggente. Poi Tenno sarà chiamata alle urne con un anno di anticipo sulla scadenza naturale della consigliatura: e il prossimo sindaco resterà in carica 6 anni, come sta avvenendo ad Arco per le dimissioni nel 2013 di Mattei. Il piccolo centro altogardesano si ritroverà ben presto proiettato in una strana campagna elettorale, sulla quale peserà l'atto di accusa dell'ormai ex sindaco Gian Luca Frizzi.

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